Trani Piove nella ex casa di riposo Vittorio Emanuele II, sita in via Cappuccini, e soprattutto lungo il prospetto adiacente via delle Tufare le pareti sono piene d’acqua. Il timore di tanti è che l’edificio abbia problemi di stabilità, sebbene i tecnici escludano rischi di qualsiasi tipo nel’immediatezza. Se ne è parlato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, nell’ambito della discussione sul Piano triennale degli acquisti e forniture di servizi. Il dirigente dell’Area lavori pubblici Luigi Puzziferri, sollecitato da alcuni interventi dell’assemblea, ha chiarito lo stato dell’arte riportando anche un parere della Soprintendenza che nel frattempo, a sua volta, ha risposto ad una pec inviatale dall’ingegnere Rita Grazia Reggio, subito preoccupatasi di interpellare l’ente per portarlo a conoscenza della criticità della situazione.
«La casa di riposo è in possesso all’Azienda servizi alla persona Vittorio Emanuele II - ha subito chiarito la figura apicale dell’Ufficio tecnico - e solo adesso, dopo anni di silenzio assordante da parte dell’Asp, il nuovo commissario si sta interfacciando con il Comune e ha chiesto di riconsegnarcela. Non penso sia una cosa così semplice dopo anni di degrado, che certamente non dipendono da noi. Con l’Asp abbiamo avuto grossi problemi anche relativamente a un immobile su palazzo Trombetta, in piazza Longobardi: non si è mai presentata ed abbiamo grosse pendenze con loro dal punto di vista condominiale».
Il commissario straordinario dell’Asp, Stefano Chiariello, nominato il 30 ottobre 2025, precisa di avere segnalato al Comune già il 28 novembre scorso le condizioni di pericolo dell’edificio, evidenziando il crollo parziale del tetto e gravi criticità strutturali sulla facciata di via delle Tufare. E fa sapere che, «a seguito della segnalazione, i tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo il 18 dicembre e il 23 dicembre 2025, dichiarando l’inagibilità dell’ala destra dell’immobile ed interdicendone l’accesso in attesa degli interventi di messa in sicurezza. Si ribadisce – conclude - l’importanza della collaborazione tra istituzioni e cittadinanza per il risanamento dell’Asp».
Sulla situazione dell’edificio, Puzziferri ha fornito dettagli tecnici: «C’è una parte del solaio di copertura che è crollata, il solaio di copertura del secondo piano che è un solaio di vecchia fattura con putrelle, sono i solai che più facilmente si deteriorano con il passare del tempo. Non ci sono problemi particolari sulla stabilità delle mura portanti. Avevamo inserito una linea di transenne giusto per delimitare l’area, ma l’unica soluzione lì, in attesa di un intervento più importante, è quello di creare una copertura provvisoria in lamiera metallica con appoggio su due file di impalcature sui prospetti per poter evitare che continui ad entrare acqua all’interno dell’immobile». Il dirigente ha spiegato che «l’intervento che compare nel piano triennale è di vecchissima datazione, prima ancora che arrivassi a Trani, quindi antecedente al 2019, ed è sempre stato collocato alla fine del triennale perché non ci sono mai stati finanziamenti. Adesso bisognerà riflettere su quello che sarà il destino di questo immobile, ammesso che ce lo riprendiamo».
Puzziferri ha anche comunicato che «proprio nelle ultime ore ho fatto una conferenza di servizi con una società che farà le indagini endoscopiche nella muratura perché faremo un intervento con edilizia acrobatica, utilizzando le tecniche dell’arrampicata. Faremo questi sondaggi che sono fondamentali per poter procedere al completamento della progettazione. La Soprintendenza si è presa un po’ di mesi per darci questo parere, ma ci siamo». E proprio la Soprintendenza, nella risposta firmata dall’architetto Anita Guarnieri, ha comunicato che «attesi gli obblighi conservativi spettanti agli enti pubblici proprietari o alternativamente ai privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali, procederà quanto prima all’attivazione degli interventi di messa in sicurezza del bene al fine di garantire le migliori condizioni di tutela e conservazione dello stesso e tutelare la pubblica e privata incolumità, nelle more della verifica dell’effettiva proprietà dell’immobile». La Soprintendenza assicura inoltre che «provvederà ad esercitare la sua funzione di alta sorveglianza affinché non venga arrecato pregiudizio ai beni sottoposti alle disposizioni in materia di tutela».
















