La «Gazzetta» lo aveva anticipato e, a quanto pare, la mobilitazione sindacale per ora non avrebbe sortito gli effetti sperati: da domani cambiano ufficialmente gli orari di apertura degli sportelli Cup della Asl Bt. L’azienda sanitaria ha disposto un restringimento delle aperture al pubblico, dando così attuazione al nuovo assetto organizzativo del servizio. Nel dettaglio, gli sportelli Cup saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 13.30 e nel pomeriggio dalle 15.15 alle 17.30. Il sabato l’apertura sarà limitata alla fascia mattutina, dalle 8.15 alle 10.30. Resterà attivo il servizio di call center, operativo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20, attraverso il numero verde 800 550 177. Sul portale della salute continueranno inoltre ad essere disponibili i servizi online per la prenotazione delle prestazioni.
La riduzione dell’orario del Centro unico delle prenotazioni è al centro di un duro confronto con le organizzazioni sindacali, che avevano proclamato lo stato di agitazione del personale impiegato nei servizi Cup, riscossione ticket, call center e back office dell’azienda sanitaria della sesta provincia. Alla base delle proteste, secondo Cgil, Cisl e Uil, quella che viene definita «una grave discrepanza tra il monte ore previsto contrattualmente e quello effettivamente utilizzato dalle cooperative aggiudicatarie dell’appalto, la Maggio ‘82 e la Multiservice Sud».
Domenico Spera, intervenendo a nome delle tre sigle sindacali, ha denunciato una perdita stimata in circa 7.000 ore di lavoro l’anno, riconducibile soprattutto alla chiusura anticipata degli sportelli Cup. I sindacati avevano chiesto la convocazione del comitato Sepac, che segue le aree di crisi del sistema economico-produttivo regionale, nel tentativo di aprire un confronto e scongiurare lo scenario ora diventato realtà. Tuttavia, la mobilitazione non è riuscita a fermare il percorso avviato dall’azienda: il contratto era già stato firmato e nei giorni scorsi è stato formalizzato l’avvio delle attività secondo i nuovi orari.
Allo stato non sembrano esserci margini immediati per estensioni o modifiche dell’orario stabilito, anche se eventuali correttivi potrebbero essere valutati in futuro qualora si creassero le condizioni. Un quadro reso ancora più complesso dal fatto che la Asl Bt è attualmente guidata da un commissario straordinario in proroga ed è in attesa della nomina del nuovo direttore generale.
Sullo sfondo resta inoltre una criticità di carattere burocratico non secondaria. I bandi relativi alle due cooperative risalgono al 2023 e sono anch’essi in regime di proroga, circostanza che comporta il pagamento dei dipendenti secondo il vecchio contratto. Le cooperative, secondo quanto riferito, faticano a sostenere i costi e spingono per l’indizione di un nuovo bando.
Ed è in questo intreccio tra una gara di tre anni fa, i servizi aggiuntivi richiesti dall’Asl e le proroghe contrattuali che si collocano le 7.000 ore di lavoro al centro della controversia, che continua a tenere alta la tensione tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.
















