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Andria, anziane abbandonate nel degrado

Andria, anziane abbandonate nel degrado

Andria, anziane abbandonate nel degrado

 
MARILENA PASTORE

Reporter:

MARILENA PASTORE

Andria, anziane abbandonate nel degrado

Le donne, di circa 70 anni, sono state soccorse dai volontari di MigrantesLiberi

Domenica 19 Novembre 2023, 13:35

ANDRIA - Due donne abbandonate a sé stesse, in pessime condizioni igieniche e denutrite. Due storie distinte, difficili, emerse solo per un atto di pietà. Protagoniste sono due anziane, poco più che 70enni, residenti in due anguste dimore, l’una in pieno centro storico, l’altra in via Corato.

Sono state affrancate dall’intervento dei servizi sociali su impulso degli operatori di MigrantesLiberi. I fatti risalgono alla scorsa settimana ma la notizia è stata diffusa appena le donne sono state ricoverate in strutture adeguate e avviate, al contempo, le procedure giudiziarie necessarie.

A ricostruire la vicenda è l’assessore alla Persona, Dora Coversano. «Poco più di 70 anni e nemmeno 35 chili di peso, inebetita, silente, disorientata e con un livido sul capo per una caduta che non ha saputo spiegare – afferma l’assessore – Ha riferito che ha un figlio che spesso si arrabbia. La sua casa era in un sottano del centro storico, in condizioni igieniche precarie, costantemente allettata perché priva di forze e costretta a fare i propri bisogni in un pannolone. Così l’hanno trovata gli assistenti sociali del Comune, allertati da una segnalazione anonima da parte di un sedicente conoscente».

Gli assistenti sociali, una volta giunti sul posto hanno chiesto l’intervento immediato del 118 che si è rivelato provvidenziale: la donna nascondeva una grave patologia allo stadio ultimo che ha reso necessario il suo ricovero in un hospice. Ora gli assistenti sociali stanno operando per il ricongiungimento con il figlio.

A distanza di qualche giorno, un altro identico caso. «Questa volta è dall’altro lato della città – spiega Conversano – in zona via Corato. Ancora una segnalazione per un’altra donna anziana, sola, incapace di provvedere anche ai bisogni primari, senza legami famigliari. Unica relazione con una sedicente amica-badante che sembra si approfittasse della sua pensione prelevando liberamente dal suo bancomat, con la scusa di portarle la spesa». Gli assistenti sociali e gli operatori di MigrantesLiberi l’hanno trovata in una stanza angusta e lurida, con mobili sconquassati, senza cucina, con un giaciglio sudicio. «Una casa invivibile sotto ogni aspetto – commenta l’assessore – Ed anche in questo caso, una segnalazione anonima del vicinato, allertato dalle cattive esalazioni che provenivano dalla casa dell’anziana. Hanno chiesto aiuto ai volontari MigrantesLiberi che a loro volta hanno immediatamente interessato, come da procedura, le istituzioni territoriali. E’ stata trovata in condizioni igieniche precarie. E’ stata soccorsa e dopo le visite del caso è stata trasferita in una RSA».

A breve sarà nominato un amministratore di sostegno per la donna che non ha una rete parentale, stando alle informazioni raccolte. Della “badante” non si sa nulla: si sta cercando di risalire alla sua identità attraverso i prelievi di denaro. «In entrambi i casi – conclude Conversano - devo rimarcare la segnalazione seppur in forma anonima dei cittadini che ha permesso di intervenire presto, e restituirle ad una quotidianità dignitosa e ad un mondo di relazioni positive». «“Vergogna” a chi abbandona gli anziani – è il commento invece della sindaca Giovanna Bruno - Come fossero un peso, inutili. Salvo però approfittare della loro pensione. Storie che si verificano anche nella nostra città e sulle quali siamo riusciti ad intervenire immediatamente grazie alle segnalazioni di persone attente a quanto accade attorno a sé che hanno denunciato queste situazioni di abbandono e precarietà estrema.

Adesso le due anziane sono al riparo, accudite e custodite con dignità e amorevolezza. Grazie a chi è ogni giorno testimone di umanità». «Le due donne non venivano monitorate da tempo – spiega don Geremia Acri, responsabile di MigrantesLiberi, che ha guidato il sopralluogo il giorno del ritrovamento ed ha chiamato il 118 – Le due situazioni pare fossero note e sebbene le segnalazioni siano state preziose c’è il rammarico di pensare che nessuno si sia reso conto di quanto stava accadendo nella vita di queste due persone. Troppa indifferenza, troppo “anonimato” in queste storie di ordinaria solitudine, un cancro che annienta, uccide. Si poteva fare molto prima se qualcuno avesse mostrato interesse per quanto accadeva a pochi passi. La prossimità è anche questa».

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