TRANI - È un nuovo e completo archivio a disposizione del Tribunale di Trani, ma il nome che gli è stato dato, «Tabularium», lo rende persino nobile. Si trova in via Sant’Annibale Maria di Francia, in adiacenza alla sede del Commissariato di pubblica sicurezza, in un capannone che inizialmente sarebbe dovuto essere utilizzato proprio dalla Polizia di stato, ma che si è successivamente inteso consegnare al Tribunale.
Gli Uffici giudiziari avevano numerose ed impellenti necessità da realizzare in un luogo proprio come quello: trasferire faldoni in un nuovo capannone; inventariare i fascicoli esistenti; ricercare agevolmente i fascicoli, individuare a chi è stato consegnato il fascicolo. Ebbene, grazie al Tabularium, il Tribunale mette due piedi nella nuova struttura ed uno fuori dal vecchio archivio sito nei capannoni di via Papa Giovanni XXIII, di proprietà privata, per tagliare sempre più i costi dei fitti passivi. L’uscita non è definitiva, ci vorrà ancora del tempo ma, nel frattempo, quello che si è inaugurato ieri mattina è un luogo che rappresenta una soluzione efficiente ed efficace sotto molti aspetti.
In particolare, il Tabularium è dotato di un software per archiviare agevolmente e velocemente i fascicoli, tramite inserimento intelligente dei dati e stampa veloce di etichette da inserire su fascicolo e faldone. Presenti anche un software per i posizionamento dei faldoni nei nuovi armadi, uno per la ricerca dei fascicoli ed un altro che consente di archiviare le consegne e riconsegne dei fascicoli.
Questi i numeri: 105 armadi; 4.300 ripiani, di cui 2455 occupati e 1845 liberi; 15.423 faldoni. Il progetto è del dottor Antonello Ricciardi, da anni consulente informatico degli Uffici giudiziari del circondario di Trani.
Il taglio del nastro è toccato al Sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, che ha commentato la giornata come «importantissima per il territorio. Qui c’è da dare atto che l’impegno delle istituzioni locali ha consentito di centrare risultati come questo, che non è neanche il primo e sono convinto che non sarà l’ultimo. Come rappresentante del Ministero, ma anche come operatore della giustizia, devo riconoscere dal presidente del Tribunale (Antonio De Luce, ndr) ed ai suoi collaboratori il raggiungimento di un importante risultato: forza Puglia, perché un po’ di sano orgoglio territoriale non guasta».
Gratitudine anche dal Prefetto, Rossana Riflesso: «Il presidente sta per andare in pensione, ma ha dimostrato fino all’ultimo un attaccamento alle istituzioni ed una capacità anche manageriale di estremo valore ed altissimo livello, rappresentando al tempo stesso l’immagine di un Tribunale che è una famiglia con meno burocrazia e e più senso di appartenenza, come tutte le istituzioni dovrebbero essere».
De Luce ringrazia ma minimizza: «È successo solo che varie istituzioni dello Stato si sono messe insieme e hanno realizzato quest’opera, che sicuramente sarà importante per il sempre migliore funzionamento del Tribunale».
Più nel dettaglio, «questi documenti partono da oltre vent’anni fa - spiega il presidente -, provengono anche dalle vecchie sedi distaccate del circondario e saranno progressivamente arricchiti con i nuovi e con quelli che trasferiremo dalla struttura privata di via Papa Giovanni XXIII. Noi crediamo fortemente nell’interruzione di tutte le locazioni passive, con conseguente grande risparmio del denaro pubblico».
La mattinata si è completata con l’ingresso nel completamente restaurato Palazzo Candido, in piazza Cesare Battisti, sede della Sezione civile del Tribunale: qui sono stati cambiati gli infissi, recuperati ed ultimati tutti recuperati i lavori che erano in fase di svolgimento all’interno, rifatte le facciate e realizzata un lavoro certosino sui tetti. «Adesso tutti gli ambienti sono disponibili - fa sapere De Luce - e questo può contribuire anche a snellire i tempi di smaltimento dei procedimenti: se si hanno a disposizione gli spazi giusti, sicuramente ne trae beneficio il lavoro».
















