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Pronto soccorso a Taranto: «Pazienti mai abbandonati»

La delibera della Giunta regionale «chiude» i due ex pronto soccorso di Trani e Canosa. Così Minervino e Spinazzola rischiano l’isolamento. Oggi previsto il tavolo tecnico a Bari

09 Agosto 2022

Maila Tritto

SPINAZZOLA - Di “quella matassa”, prima o poi, si riuscirà a trovarne il capo. La delibera della giunta regionale pugliese ha fatto infervorire anche gli animi più gentili, una nuova spada di Damocle quindi che aleggia sulla sanità. Anche se, a ben vedere, forse il problema non dovrebbe essere generalizzato. Se da un lato, infatti, c’è carenza di medici nel settore dell’emergenza-urgenza, dall’altro invece le criticità sono (tutte!) più che evidenti nelle aree interne, Minervino Murge e Spinazzola. Al netto dei fatti, dovrebbero esserci nuovi tagli in arrivo e sia Trani che Canosa di Puglia perderebbero il punto di primo intervento. E il motivo si spiegherebbe dal fatto che le due città non sono mai state riconosciute aree carenti, l’unica possibilità per tenere aperti i due presidi. Ci sono ombre, quindi, che potrebbero risolversi proprio domani 9 agosto davanti a quel tavolo tecnico cercando di trovare una soluzione all’accorpamento dei servizi 118 di emergenza-urgenza.

A Minervino Murge, quindi, l’ambulanza Mike si trasforma in India, e copre a sua volta Spinazzola che da Mike passa ad auto medica. È un vero e proprio taglio netto che penalizzerebbe ancor di più le due cittadine. Senza contare che proprio Spinazzola dista 50 chilometri dal primo pronto soccorso e cioè quello di Andria. Ed è questa un’enorme lacuna cui si aggiunge anche il problema delle strade provinciali dissestate che metterebbero a rischio sia la vita dei medici sia quella dei pazienti.
Sulla questione si è tornati più volte. “I comuni interni della nostra provincia, su tutti Spinazzola, sprofondano sempre più nel baratro dei gravissimi disservizi generati dalla scellerata politica sanitaria della Regione Puglia”, afferma il senatore di Forza Italia, Dario Damiani. E aggiunge: “Questo significa relegare le esigenze primarie di assistenza sanitaria dei cittadini all’ultimo posto, mettendo a rischio vite umane, considerando che il primo pronto soccorso raggiungibile da Spinazzola sarebbe quello di Andria, cioè a 50 chilometri”.

Un problema che si avvertirebbe, ancor di più, perché il poliambulatorio della cittadina murgiana sarebbe ridotto ai minimi termini anche per quanto riguarda le specialità di maggiore afflusso. “La comunità spinazzolese non può pagare questo ulteriore prezzo – incalza Dario Damiani – già penalizzata com’è da una viabilità carente di collegamenti e dissestata. Da sempre Forza Italia ha dato battaglia su questi temi, in ogni sede, regionale e nazionale e anche oggi raccolgo e condivido la ferma protesta del consigliere Lino Di Noia e degli amici di Forza Italia Spinazzola”.
La viabilità e i “mancati” collegamenti, quindi, si aggiungono alla già difficile situazione. E non solo delle strade provinciali dissestate, ma anche (al momento!) del mancato completamento della linea ferroviaria Barletta-Spinazzola.
“In gioco ci sono i diritti fondamentali dei cittadini – conclude Dario Damiani – che vengono ripetutamente violati da una politica regionale sorda e cieca, evidentemente distratta in questi anni da altri interessi che nulla hanno a che fare col bene comune”. Come il diritto alla salute, appunto.

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