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Trani, i metalli della discarica sono tornati nella norma

Sono state effettuate e rilasciate lo scorso 29 marzo dalla Arace laboratori di San Severo, convenzionata con Amiu Spa

Trani,  i metalli della discarica sono tornati nella norma

TRANI - Sono rientrati tutti nei limiti di legge i livelli dei metalli presenti all’interno dei campioni d’acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani. È quanto si rileva dalle analisi, rilasciate lo scorso 29 marzo, dalla Arace laboratori di San Severo, convenzionata con Amiu Spa. L’ultimo rapporto, disponibile con tutti i precedenti sul sito dell’azienda, è uno dei più confortanti in assoluto perché anche i solfati, in tutti i pozzi oggetto di prelievo di campioni, sono al di sotto dei limiti, anche senza ricorrere al margine di tolleranza che, nel recente passato, aveva consentito di rendere quei rapporti comunque conformi ai sensi di legge.

L’unico metallo che ancora desta una sia pur minima preoccupazione è il nichel, all’interno del pozzo di monte P2m, presente in quantità di 17 microgrammi per litro contro il limite di 20 previsto per legge.
In realtà tale livello, osservato con particolare attenzione insieme con Il manganese nel pozzo P6v, a valle, resta comunque al di sotto della soglia di allarme e rappresenta la conferma che, sia pure con fatica, la discarica di Trani è molto meno pericolosa di quando era stata chiusa, cinque anni fa, a causa di un incidente nel terzo lotto con conseguente dispersione di percolato verso la falda.
Come è noto, il 3 settembre 2014 l’Ufficio inquinamento e grandi impianti del Servizio rischio industriale della Regione Puglia sospendeva l’attività di conferimento di rifiuti nella discarica di Trani, per un periodo di 30 giorni e comunque per il tempo necessario alla soluzione delle difformità riscontrate.
Il provvedimento veniva emanato in considerazione del possibile inquinamento della falda, a causa della perforazione di una parte della membrana protettiva della parete della discarica nel terzo lotto, in prossimità del pozzo P6v.
La Regione, pertanto, diffidava Amiu a predisporre un piano di intervento volto alla urgente individuazione delle cause, nonché porre in essere le misure di sicurezza ed emergenza per il contenimento dell’inquinamento.
Fra gli interventi principali realizzati, il Piano di caratterizzazione, finanziato anch’esso dalla Regione Puglia con importo a base di gara di poco meno di 300mila euro, e la copertura dei lotti 1 e 2. Prima di essi, peraltro, l’ordinanza sindacale di chiusura definitiva del sito.

«Amiu sta continuando eseguire le attività necessarie per ottemperare ai contenuti dell’ordinanza sindacale di chiusura del 23 settembre 2016 - si legge nel Documento unico programmatico approvato insieme con il bilancio di previsione, ed è stato emesso il certificato di regolare esecuzione dei lavori di copertura provvisoria di primo e secondo lotto della discarica, eseguiti dall’impresa Geo impianti e costruzioni, di Bari».
Negli ultimi giorni, poi, il dirigente dell’Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha determinato l’approvazione del progetto esecutivo delle opere di messa in sicurezza di emergenza dei lotti 1, 2 e 3 della discarica per rifiuti solidi urbani di contrada Puro vecchio, finanziato dalla Regione Puglia con 6 milioni e mezzo.
Il progetto è dello studio Romanazzi-Boscia e associati, di Bari, e porta la firma dei professionisti Eligio Romanazzi, Giovanni Boscia, Sebanino Giotta, Fabio Paccapelo, Federico Cangialosi, Gianluca Intini, Vito Specchio, Vincenzo Catalucci.

Secondo quanto si legge nella relazione dei progettisti, «il pacchetto di chiusura definitiva proposto avrà caratteristiche tali da: minimizzare l’infiltrazione delle acque meteoriche nel corpo della discarica; consentire il corretto esercizio dei sistemi di raccolta del percolato; evitare la fuoriuscita incontrollata di biogas; adattarsi ai cedimenti nel tempo dell’ammasso dei rifiuti; favorire la piantumazione e la sistemazione a verde dell’area».

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