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Assolti dall'abuso di ufficio, confermata la confisca delle 40 villette per le quali è stata avviata la procedura di demolizione

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BARI - Assolti «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di abuso d’ufficio. Prescrizione per la contestazione di lottizzazione abusiva. Confisca confermata, invece, per le villette realizzate nel borgo di Montaltino. È, in sintesi, il dispositivo della sentenza pronunciata dalla terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari (presidente Alessandro Messina, a latere Adolfo D’Amelj Blattmann e Vito Fanizzi, quest’ultimo relatore nella lunga camera di consiglio).

L’assoluzione e la prescrizione sono state pronunciate nei confronti di Antonio Carpagnano, già vicesindaco (si dimise nel corso dell’inchiesta), del fratello, l’architetto Savino Carpagnano, legale rappresentante della società a responsabilità limitata «Il Borgo», e dell’architetto Nicola Gambarrota, legale rappresentante dello “Studio Architetti Associati Carpagnano & Gambarrota”, tecnico progettista del piano di lottizzazione, coordinatore di progettazione ed esecuzione dei lavori.

I Carpagnano furono condannati in primo grado dal gup del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, a un anno e sei mesi ciascuno (pena sospesa) al termine del giudizio abbreviato al quale i loro legali, gli avvocati Carmine Di Paola e Domenico Diterlizzi, avevano chiesto di accedere. Rito abbreviato anche per Gambarrota (difeso dall’avvocato Mariano Capuano): per lui condanna in primo grado a sei mesi e a 12mila euro di ammenda (entrambe le pene sospese) ma per la sola lottizzazione abusiva. In quella sede fu già assolto dalle accuse di abuso d’ufficio «per non aver commesso il fatto» e di falso ideologico «perché il fatto non sussiste».

Altri 11 imputati, rinviati a giudizio al termine dell’inchiesta condotta dal sostituto Antonio Savasta, optarono per il rito ordinario tuttora in corso presso il Tribunale di Trani.

Tutto ebbe inizio con l’adozione e l’approvazione del progetto di realizzazione di 184 villette a Montaltino nella seduta del Consiglio comunale celebrata il 4 ed il 5 agosto del 2009. Nell’ottobre fu firmata la convenzione fra Comune e impresa, nel 2010 il rilascio dei permessi di costruire. L’intervento fu oggetto di un ricorso al Tar da parte di Carlo Emanuele Valperga di Masino, proprietario di alcuni terreni adiacenti, possessore di una licenza per la realizzazione di un agriturismo. Nel 2011 il Tar Puglia pronunciò sentenza di annullamento del piano di lottizzazione dell’insediamento turistico-rurale, sentenza confermata in appello nel 2013 dal Consiglio di Stato, al quale avevano presentato ricorso il Comune di Barletta e privati.

All’inizio dello scorso febbraio la Giunta ha approvato la «Valutazione tecnico-economica» relativa «all'intervento di demolizione in danno della società il Borgo srl delle opere indicate abusive, consistenti in 40 unità immobiliari, in 10 lotti edilizi composti, ciascuno, da 4 unità». E poi: «Al fine di procedere all'esecuzione materiale dei lavori di demolizione da affidare ad imprese tecnicamente e finanziariamente idonee, sarà necessario richiedere alla Procura della Repubblica Tribunale di Trani il dissequestro dell'area e degli immobili sottoposti attualmente a sequestro».
Con la nuova pronuncia, cosa succederà?

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