POTENZA - Ai piani superiori della chiesa della Trinità non potevano salire neanche i sacerdoti. E questo fino alla morte di don Mimì Sabia, avvenuta nel 2008. Lo ha confermato agli investigatori don Pierluigi Vignola. «Ricordo un particolare relativo alla frequentazione dei piani superiori della Trinità. Una domenica andai a celebrare la messa e avevo bisogno del bagno, ma mi venne detto che era chiuso». Perché? «I bagni – spiega don Pierluigi – erano ai piani superiori». Erano inaccessibili? Perché?
Il verbale di don Pierluigi Vignola, rimasto a lungo secretato, è tra i documenti dell'inchiesta di Salerno a carico di Danilo Restivo, accusato dell'omicidio di Elisa Claps e condannato all'ergastolo in Inghilterra per il delitto della sarta Heather Barnett.
I resti di Elisa sono stati trovati ufficialmente il 17 marzo del 2010, ma Gildo, fratello di Elisa, da tempo denuncia che il ritrovamento è «una messinscena». Ma chi ha impedito a don Pierluigi di salire ai piani superiori della Trinità? «Don Mimì Sabia – ricorda il sacerdote - in quel periodo era malato». C'erano altre persone a guardia del sottotetto? Sostiene don Pierluigi: «Mi dissero che non si poteva salire, tant'è che dovetti attendere la fine della messa per andare al bagno di un bar poco distante». Un nome però don Pierluigi proprio non riesce a fornirlo alla polizia. «Non ricordo i nominativi dei ragazzi che si occupavano della gestione della chiesa, né ricordo chi fosse la persona che mi disse che il bagno di sopra era chiuso». Anche nel 1993, anno della scomparsa di Elisa, era così. Spiega don Pierluigi: «All'epoca c'erano dei ragazzi che collaboravano con don Mimì e che aprivano e chiudevano la chiesa. Io mi limitavo a espletare esclusivamente le funzioni religiose, ovvero messe e confessioni».
Anche nel 1993 non si poteva salire ai piani superiori. «Io – conferma don Pierluigi – non sono mai salito ai piani superiori della Trinità e in particolare al centro Newman (il circolo giovanile intitolato al vescovo omosessuale inglese, ndr). Ricordo che don Mimì ha abitato all'interno della chiesa, al secondo piano, ma fino al terremoto del 1980. Aggiungo che il parroco fece realizzare un bagno al piano terra dell'abitazione in cui si trasferì perché aveva difficoltà a salire le scale. Ricordo infatti che già prima del 1993 aveva difficoltà motorie». Da lui, però, don Pierluigi non è mai riuscito a raccogliere confidenze: «Non abbiamo mai avuto un rapporto profondo. Eravamo solo confratelli».














