Primavera positiva per il mercato del lavoro in Basilicata. Solo nel mese di aprile sono previste circa 5mila assunzioni, che diventano oltre 14mila nel trimestre che va fino a giugno. I settori che ne beneficeranno maggiormente sono quelli di servizi, agricoltura ed edilizia, ma restano da superare ancora precarietà contrattuale e disequilibrio tra domanda e offerta. I dati sono stati forniti dal Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. Balza subito agli occhi l’incremento previsionale che il mercato del lavoro lucano registra in questa primavera rispetto a alle rilevazioni dello stesso periodo del 2025. Infatti nel solo mese di aprile la previsione è di 4.490 entrate complessive, +150 rispetto allo stesso mese del 2025, mentre sono 14.980 quelle dell’intero trimestre, +1.120 rispetto all’anno precedente. Le imprese lucane in questo periodo che in questo periodo prevedono assunzioni saranno pari al 17% del totale, ma solo nel 12% dei casi si tratterà di entrate stabili.
Nel dettaglio l’analisi ci indica che ad aprile la domanda di lavoro si concentra per il 39,5% (1.760 entrate) nel settore dei servizi; nel 12% dei casi si tratterà di entrate stabili, vale a dire con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’88% saranno a termine, cioè a tempo determinato o a durata predefinita). Seguono con il 36,9% (1.660 entrate) il settore dell’agricoltura e l’industria con il 23,6% (1.060 entrate), mentre presentano caratteristiche più dinamiche le costruzioni (540 entrate), i servizi di alloggio, ristorazione e turistici (630), il commercio (340) e i servizi alle persone (340). Solo l’8% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, una quota di molto inferiore a quella nazionale che si attesta sul 14% ed in 44 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Infatti sotto il profilo strettamente professionale si cercheranno principalmente operai specializzati e conduttori di impianti (32%), profili generici (38%), professioni commerciali e dei servizi (12%). Solo una quota del 20% riguarderà i giovani con meno di trent’anni, mentre le imprese prevedono di assumere personale immigrato nel 30% dei casi e solo il 5% delle entrate previste riguarderà personale laureato.
“La marcata incidenza della precarietà contrattuale che emerge dalle previsioni delle imprese nell’ultimo Rapporto Excelsior – ha dichiarato il presidente della Camera di commercio della Basilicata, Michele Somma - può essere ricondotta a una pluralità di fattori: un tessuto produttivo costituito in larga parte da piccole e micro imprese, che spesso incontrano difficoltà nel pianificare investimenti di lungo periodo sul capitale umano; l’elevata instabilità degli scenari economici; la crescita ancora contenuta della nostra economia; la crescente domanda di competenze specialistiche ed esperienza. Al tempo stesso, se poi si guarda l’analisi dei dati sulle trasformazioni contrattuali, abbiamo un quadro diverso in cui, nel mercato del lavoro lucano, i contratti a tempo indeterminato risultano quasi quattro volte superiori rispetto a quelli a termine, segnalando la volontà del sistema produttivo di continuare a fondarsi su basi di stabilità”.
A livello provinciale c’è invece un evidente disequilibrio tra le entrate previste in provincia di Matera, dove si prevedono 2.650 entrate solo ad aprile e complessivamente 8.180 nell’intero trimestre che comprende anche giugno. Invece quelli relativi alla provincia di Potenza sono entrambi contrassegnati da una tendenza occupazionale negativa rispetto ai medesimi periodi del 2025. Ad aprile tra Potenza e provincia sono previste 1.850 entrate e nel trimestre si prevedono in tutto 6.800 entrate. Nonostante le stime previste siano nel complesso incoraggianti, restano da superare diverse difficoltà. “Le criticità segnalate dalle imprese nel reperire i profili richiesti impongono però una riflessione su come intervenire per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, così da assicurare prospettive più solide sia alle imprese sia ai lavoratori, con particolare attenzione ai giovani under 30. Questo in un contesto che, sia a livello nazionale sia regionale, negli ultimi sei anni ha visto crescere soprattutto l’occupazione tra gli over 50. Come sistema camerale – ha concluso Michele Somma -, proseguiremo nel sostenere l’orientamento, le politiche attive del lavoro, i percorsi di inclusione e le iniziative formative, ma serve un impegno condiviso per costruire condizioni strutturali che consentano alle imprese di investire con maggiore decisione in rapporti di lavoro stabili: un segnale importante di fiducia e, al tempo stesso, di rafforzamento del nostro sistema economico”.
















