Venerdì 27 Febbraio 2026 | 16:38

Basilicata, dopo la Cig il mancato premio: ancora beffati gli operai Stellantis

Basilicata, dopo la Cig il mancato premio: ancora beffati gli operai Stellantis

Basilicata, dopo la Cig il mancato premio: ancora beffati gli operai Stellantis

 
ANTONELLA INCISO

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ANTONELLA INCISO

Basilicata, dopo la Cig il mancato premio: ancora beffati gli operai Stellantis

Dura protesta dei sindacati per la decisione dell’azienda

Venerdì 27 Febbraio 2026, 14:25

Ricavi per 153,5 miliardi e perdite per 22,3 miliardi nel 2025. Sono i numeri con cui Stellantis ha chiuso l’anno appena trascorso. Una condizione che è in calo del 2% rispetto al 2024, per gli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi netti del primo semestre dell’anno. Eppure se il Gruppo conferma le stime positive per il 2026 e l’amministratore delegato Antonio Filosa parla di “segnali positivi nella seconda metà dell’anno”, per Melfi la situazione resta “delicata”. Almeno secondo i sindacati che puntano il dito sul “mancato premio che pesa su lavoratori già colpiti dalla cassa integrazione”.

“La comunicazione relativa al mancato riconoscimento del premio annuale ai lavoratori di Stellantis rappresenta un elemento di forte preoccupazione, soprattutto per realtà come quella di Melfi dove le lavoratrici e i lavoratori stanno già vivendo una fase complessa segnata dal ricorso agli ammortizzatori sociali” spiega Gerardo Evangelista, segretario generale della Fim Cisl Basilicata, commentando la decisione dell’azienda legata al mancato raggiungimento degli obiettivi economici 2025.«Siamo consapevoli del quadro negativo registrato sul piano delle consegne, della redditività e del cash flow – aggiunge ancora il sindacalista – ma non possiamo ignorare che il premio negli anni passati ha rappresentato una componente significativa del salario. La sua mancata erogazione incide direttamente sui bilanci familiari di lavoratori che già subiscono la riduzione del reddito a causa della cassa integrazione». Di qui, l’impegno alla salvaguardia industriale ed occupazionale dellostabilimento di Stellantis di Melfi e dell’intera filiera dell’indotto, che resta in una fase di grande fragilità.“Occorre accelerare sulle scelte industriali garantendo volumi produttivi certi, rafforzando l’allocazione di modelli ibridi accanto all’elettrico e riducendo progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Melfi deve restare un sito strategico nel piano industriale del gruppo” conclude il rappresentante dei metalmeccanici, mentre il segretario regionale della Cisl, Vincenzo Cavallo, torna a sollecitare l’avvio del confronto con la Giunta regionale su una politica industriale organica che vada oltre la gestione delle emergenze. “La Basilicata ha attraversato negli ultimi decenni fasi complesse di trasformazioni industriali e occupazionali, segnate da crisi profonde che hanno messo alla prova la capacità del territorio di mantenere i livelli occupazionali e una stabile traiettoria di crescita e sviluppo. Alcuni poli produttivi storici sono stati duramente colpiti, creando impatti sociali ed economici che ancora oggi si riflettono sul tessuto regionale” sostiene l’esponente Cisl che si concentra proprio sul polo dell’automotive di Melfi che, a suo dire, «sta attraverso un periodo di prolungata difficoltà dovuta alla instabilità del quadro normativo europeo sulla transizione alla cosiddetta mobilità elettrica, con ripercussioni che sono state particolarmente pesanti sulle aziende dell’indotto”. “Le vertenze aperte negli ultimi anni hanno evidenziato la necessità di accompagnare il cambiamento tecnologico con politiche attive per la formazione dei lavoratori e per la riqualificazione delle competenze e con un approccio non ideologico alle politiche di transizione ambientale. Il cambio di passo a livello europeo e il nuovo management Stellantis fanno ben sperare, ma la strada da percorre è ancora molto lunga» conclude il segretario regionale della Cisl.

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