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Potenza, sì auto no agli autobus

di MASSIMO BRANCATI
Nel capoluogo lucano circolano 66 vetture ogni 100 abitanti. Siamo tra le città più «motorizzate» del Paese. Al contrario la media dell’utilizzo di mezzi pubblici è la più bassa d’Italia. Eppure andare in pullman conviene. Ogni anno il Comune versa al Cotrab circa 8 milioni di euro a cui sottrarre gli introiti di 700 mila euro. Conto decisamente in rosso
Potenza, sì auto no agli autobus
di MASSIMO BRANCATI

Ai potentini piace l’auto privata. Nel capoluogo lucano c’è uno dei più alti tassi di vetture circolanti, 66 ogni 100 abitanti, superiore alla media nazionale che è di 61. Nonostante la difficoltà di trovare un parcheggio, il traffico, gli ingorghi, i rallentamenti, in città si continua a circolare con le automobili, snobbando il servizio di trasporto pubblico. Il record di utilizzo di vetture si riflette inevitabilmente sull’utenza dei bus: ogni potentino, in media, sale appena 18 volte in un anno su un autobus del servizio pubblico. A Perugia, una città che ha forti analogie con il capoluogo lucano per dimensioni e sistema di trasporto (le scale mobili e gli ascensori), la media sale a 28. Si dice che il servizio del Cotrab sia carente. 

Lo si diceva, a dire la verità, anche quando a gestire i bus c’erano altre società. Si parla di tempi non rispettati, di corse saltate, di ritardi. Ma, orologio alla mano, circolare su un pullman in città conviene. È la conclusione a cui è arrivato il cosiddetto «Trofeo Tartaruga», iniziativa di Legambiente che ogni anno «cronometra» i mezzi di trasporto per verificarne l’efficienza e l’impatto ambientale. Nell’ultima edizione sono stati testati due partecipanti in auto, uno in bici, un altro in scooter, due coraggiosi a piedi e una persona che si è rivolta al servizio taxi. Bisognava percorrere un itinerario dalla stazione ferroviaria di Potenza inferiore al centro storico della città. Primo al traguardo, in soli 11 minuti l’auto con «passeggero»: ma il conducente ha impiegato altri venti minuti per trovare un grattino e un angolo per la sosta della vettura. 

Subito dopo è arrivato l’autobus in 15 minuti e poi, in sequenza, ad un minuto di distanza l’uno dall’altro, il ciclista, i pedoni, lo scooter. Non classificato il cittadino del taxi, che dopo aver telefonato invano per mezz'ora ai tre numeri sull'elenco telefonico ha rinunciato. Spostarsi con il bus, dunque, significa accorciare i tempi ed evitare la «croce» del posto-auto. Ma i potentini non ne vogliono sapere e il loro atteggiamento si riverbera sulle casse del Comune. Al Cotrab, l’attuale gestore del servizio, l’amministrazione comunale - che trattiene l’impalpabile incasso dei biglietti venduti - versa 3 euro a chilometro che in un anno diventano 8 milioni di euro. A cui bisogna togliere gli introiti che si aggirano sui 700 mila euro. Resta un conto in rosso di 7 milioni e 300mila euro. Incentivare l’uso dei bus, insomma, significa anche ammortizzare una perdita che assume i contorni dell’emergenza finanziaria.

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