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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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sequestrati beni per 3 milioni
«Frutto di attività illecite»

I provvedimenti hanno riguardato i pregiudicati Angelo Locorotondo, 40 anni, di Noci (BA), e Claudio Guerrieri, 44, di San Severo (FG)

Finanza

I Finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria (G.I.C.O.) di Bari hanno eseguito due provvedimenti di sequestro del Tribunale di Bari – III Sezione penale, in funzione di Tribunale della Prevenzione, relativi a patrimoni di provenienza illecita riconducibili a due pregiudicati: Angelo Locorotondo, 40 anni, di Noci (BA), e Claudio Guerrieri, 44, di San Severo (FG). Il primo è riconducibile al clan Parisi. Claudio Guerrieri, invece, "vanta” fin dal 1992 numerosi precedenti penali e di polizia per i reati di furto, porto abusivo/detenzione illegale di armi, tentato omicidio, detenzione e cessione illecita sostanze stupefacenti, ricettazione. In particolare, nel periodo compreso fra il 1992 ed il 2001 l'uomo ha subito diverse sentenze irrevocabili di condanna per reati di detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti e possesso di armi, per una pena complessiva di 29 anni.

I provvedimenti, richiesti dalla Procura della Repubblica di Bari, a seguito di mirate e complesse indagini economico-patrimoniali condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo pugliese, sono stati emessi ai sensi della normativa antimafia: hanno riguardato n. 2 attività commerciali nel settore della produzione e vendita di prodotti lattiero-caseari, quote societarie, 4 conti correnti bancari, un appartamento di 150 metri quadrati e un box auto, per un valore complessivo di circa tre milioni Euro.

Il sequestro “di prevenzione”, detto anche “anticipato”, si prefigge lo scopo di evitare che i beni nella disponibilità dei soggetti considerati “socialmente pericolosi” (in quanto connotati da una spiccata dedizione al crimine, quali autori di reati di estorsione, incendio, turbativa sulla libertà dell’industria, trasferimento fraudolento di valori, evasione fiscale) possano essere distratti o comunque ceduti, anche e soprattutto fittiziamente, a prestanome.

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