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Bari, spari nella città vecchia
davanti a postazione 118

Bari, spari nella città vecchiadavanti alla postazione del 118

Mala in fermento. Ieri la scarcerazione del boss Monti. La paura degli operatori sanitari. Una infermiera «sequestrata» per una flebo

21 Febbraio 2018

NICOLA PEPE

Misteriosa sparatoria la scorsa nella città vecchia a Bari, dove intorno all'1.30 ignoti hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco nei pressi di piazza Chiurlia davanti allo stabile che ospita le postazioni del servizio di soccorso del 118. A dare l'allarme alla Polizia è stato il personale sanitario di turno: sul posto sono intervenute pattuglie delle Volanti che hanno eseguito un controllo nella zona e recuperato alcuni bossoli calibro 7,65. Nessun ferito, a quanto pare. Sta di fatto che l'episodio si inquadra in una fibrillazione in atto tra clan malavitosi: la viuzza in cui sono stati segnalati gli spari è strada San Bartolomeo, dove abitano alcune famiglie note alle forze dell'ordine. E'di queste ore - ma con la sparatoria non c'entrerebbe nulla - la scarcerazione di uno degli storici boss della città vecchia, Domenico Monti, alias «Mimm u'biund» scarcerato dopo un quarto di secolo in cella per aver scontato anche una condanna per omicidio.

Tuttavia l'episodio desta allarme tra gli operatori del 118 che si dicono esposti a continui rischi. Ad di là degli ambienti fatiscenti che ospitano oltre 10 persone, il personale sanitario convive con un clima di paura. E' dell'altro giorno la notizia di un vero e proprio «sequestro» di un'infermiera, letteralmente prelevata dalla postazione di piazza Chiurlia e «scortata» da quattro persone per inserire una cannula per una flebo di «ferro».

A piazza Chiurlia, ricordiamo, da cinque anni è ospitata la postazione del 118 che si trovava al Cto oltre a quella inizialmente ospitata in piazza Moro: qui, dove ora c'è la sede del distretto, è stata sottratta la stanza destinata agli operatori del servizio di soccorso poi trasferiti a seguito dell'accorpamento di due postazioni (quella del Cto e quella di piazza Moro) nei locali di piazza Chiurlia. Il personale, costituito anche da volontari che fanno parte di associazioni, hanno più volte segnalato tale disagio alla Asl evidenziando anche lo stato dei locali che peraltro non rispetterebbero i requisiti richiesti per ospitare un tale numero di operatori.

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