Sabato 19 Gennaio 2019 | 14:43

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Cadavere in un pozzo nel Barese, è omicidio

BINETTO - Il cadavere di un giovane, Stefano Milillo, 28 anni, di Toritto, è stato trovato in un pozzo all’interno di un’area dove è in corso la costruzione di strutture sportive alla periferia di Binetto (Bari). Il corpo è stato trovato dai carabinieri dopo una segnalazione anonima arrivata al 112.

Chi ha telefonato ha precisato che in quel posto si trovava il corpo di una persona uccisa il giorno prima: notizia dettagliata che ha portato gli investigatori in brevissimo tempo a concentrate i sospetti sull'ex marito della convivente del morto, il 40enne Crescenzio Burdi interrogato in caserma è stato poi sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio volontario da parte del pm, Antonino Lupo. Il recupero del corpo, in località Albero dell'Acqua, è stato reso possibile dopo l'intervento dei vigili del fuoco. Un movente passionale, insomma, la chiave di lettura dell'omicidio.

Ad inchiodare Burdi - che ha respinto le accuse - ci sarebbe un testimone chiave. Da quanto ricostruito tramite l''ispezione cadaverica - in attesa dell'autopsia - il presunto autore dell’omicidio avrebbe prima tentato di strangolare Melillo, operaio disoccupato, colpendolo poi alla testa con un sasso. Infine, l'assassino avrebbe tentato di dare fuoco al cadavere del 28enne; il corpo di Melillo è stato trovato seminudo con alcuni resti di vestiti bruciati dalle fiamme.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri attraverso le testimonianze di chi conosceva entrambi i protagonisti della vicenda, Burdi e Melillo si sarebbero incontrati ieri sera per un chiarimento poi degenerato. Burdi, che lavorava saltuariamente anche come guardiano notturno, non avrebbe accettato la separazione dalla moglie 29enne, con la quale ha avuto una figlia, imputando parte della responsabilità a Melillo. I carabinieri stanno verificando anche se Burdi possa avere avuto complici nell’omicidio.

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