Complice la tecnologia, la foto di una siringa, abbandonata sul coperchio di un carrellato per la raccolta differenziata dei rifiuti diventa virale in una chat del quartiere Umbertino (come mostra la foto a destra). E cresce il senso d’insicurezza, d’indignazione, assieme alla sensazione d’essere circondati da totale degrado. Ci si chiede: l’eroina sta tornando in auge?
Lo spaccio è un’altra delle piaghe delle zone della movida, ma anche delle piazze frequentate dai turisti. L’assessora alla Polizia locale, Carla Palone, durante un consiglio comunale di un mese fa, ricordò che a due agenti della Polizia locale fu offerta della droga in piazza Umberto. Loro fecero finta di accettarla e fu possibile arrestare gli spacciatori in flagranza.
Proprio le zone della movida, e i locali dove si concentra la presenza di giovani e di turisti, sono state al centro del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato e presieduto ieri dal prefetto di Bari, Francesco Russo. Una riunione che si è protratta per oltre due ore, propedeutica all’organizzazione del piano dell’ordine e della sicurezza durante le manifestazioni del Carnevale di Putignano e all’intensificazione dei controlli nei locali da ballo estesi a bar e ristoranti dove viene offerta musica dal vivo in tutte le sue forme.
Tra i convocati, il questore, Annino Gargano, il comandante provinciale della Guardia di finanza, generale Pasquale Russo, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Gianluca Trombetti, la comandante dei Vigili del fuoco, Rosa D’Eliseo, il comandante della polizia Annonaria, Michele Cassano, il sindaco di Bari, Vito Leccese con gli assessori Palone e Petruzzelli, i vertici del 118 e dell’Ispettorato del lavoro. Tra i presenti, anche i rappresentanti delle associazioni di categoria dei locali di pubblico spettacolo.
«Sono una ventina a Bari i titolari di licenza per il pubblico intrattenimento – fa sapere l’assessore comunale allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli – Ma a questi locali si aggiungono quelli che hanno altro tipo di licenze trasformati in locali da ballo come bar e ristoranti».
«Stiamo portando avanti un percorso - aggiunge Petruzzelli - che ha l’ambizione di costruire un osservatorio cittadino per mettere intorno a un tavolo i soggetti interessati a promuovere un divertimento sano (genitori, gestori sale da ballo, associazioni studentesche e pubblici esercizi) con l’obiettivo di individuare buone pratiche e innescare un cambiamento culturale che passi anche per il contrasto al consumo di alcol tra i minori». E tra le iniziative in cantiere anche quella di portare i deejay nelle scuole per dialogare con i ragazzi.
«I fatti luttuosi di Crans Montana – commenta l’assessora alla Polizia locale Carla Palone - rimarranno indelebili nella memoria collettiva per lungo tempo: la perdita di 40 giovani vite necessita di riflessione e rispetto; per noi, tale rispetto si deve tradurre in attività concrete per garantire la sicurezza di chi frequenta i locali della movida barese».
Dal Comune, quindi, è stata espressa la piena disponibilità a intensificare i controlli sulle agibilità dei locali di intrattenimento, già in corso come dimostrato, dati alla mano dall’assessore Palone: nel 2025 sono stati sanzionati 18 pubblici esercizi sprovvisti di licenza ed emesse altrettante ordinanze di sospensione dal Suap.
«All’indomani dei fatti di Crans Montana inviai una richiesta al Prefetto di Bari chiedendo l’intensificazione dei controlli nei locali da ballo e nelle discoteche – dichiara il senatore Filippo Melchiorre, componente Commissione bicamerale antimafia – Chi è in regola, non avrà nulla da tenere. Il problema nasce lì dove ci sono feste organizzate e i locali non hanno requisiti e autorizzazioni per essere trasformati in sale da ballo».
Quanto alla percezione della sicurezza in città e alla presenza di droga nelle zone della movida, secondo Melchiorre occorre «fare un lavoro importante. C’è bisogno – ha detto - di un maggiore dialogo tra gli organi di prevenzione e quelli di repressione e un dialogo costante tra i presìdi di legalità: parrocchie, associazioni, genitori, giornalisti, al fine di fare comprendere ai giovani, e nelle scuole, la gravità di certi comportamenti e della dipendenza dalle droghe».
«teniamo aperte le edicole» In qualità di relatore del Ddl edicole (prima firma senatore Verini), Melchiorre ha fatto sapere che c’è un progetto di rivitalizzazione dei chioschetti delle rivendite dei giornali dotandoli della possibilità di offrire ulteriori servizi alla cittadinanza, oltre a quelli già proposti. Il fine è quello di trasformare le edicole in luoghi di socializzazione «attorno alle quali dare vita a piccoli concerti o a presentazione di libri». Per il senatore poi bisogna agire anche sull’illuminazione pubblica perché dove c’è più luce, c’è più vita e più sicurezza.
Per Melchiorre, infine, bisognerebbe ispirarsi al «modello Siena». «Siena è organizzata in contrade e ognuno si sente davvero parte di quelle porzioni di città. E ogni contrada fa a gara per essere bella e vivibile a pieno. Vorrei che a Bari emergesse lo stesso orgoglio di appartenenza ai vari quartieri. E questo aiuterebbe anche a creare meccanismi virtuosi di partecipazione alla cosa pubblica».
















