Una petizione lanciata per far valere i suoi diritti. E’ questa la battaglia per la dignità intrapresa da Nicola Catalano, operatore culturale di 58 anni, da due anni colpito da Sla, una malattia neurodegenerativa che lo costringe a letto.
Nicola, originario di Ruvo di Puglia, vive a Molfetta e, a causa della sua patologia, è praticamente immobilizzato e si muove solo per recarsi in una struttura riabilitativa.
Il nodo è proprio sui costi del suo trasporto, sinora, sempre stati a carico del Comune di Molfetta che si era completamente sobbarcato la spesa e che invece tra qualche giorno si dovrà pagare direttamente.
Dal primo marzo infatti tutto questo cambierà per via di quanto stabilito dai Comuni dell’Ambito territoriale Molfetta/Giovinazzo in armonia con la normativa attualmente in vigore. Secondo tale normativa, il servizio di trasporto per disabili o anziani con necessità riabilitative è a carico del Comune per utenti con ISEE inferiore ai 3mila euro e Nicola non rientra in tale fascia di reddito.
Da qui nasce la sua battaglia con la richiesta di alcuni consiglieri comunali di Ruvo indirizzata all’amministrazione comunale ruvese per permettere alla Pubblica Assistenza Ruvo Soccorso ad assolvere l’incombenza del trasporto del signor Catalano per le sedute di riabilitazione.
La sua vicenda ha alimentato un vespaio di polemiche coinvolgendo, a Molfetta, anche alcuni partiti politici come Italia Viva del neo referente cittadino Ottavio Balducci e Rifondazione Comunista. «La gestione provvisoria e commissariale – scrive in una nota proprio Rifondazione - non deve fare scelte che incidono così profondamente nella vita delle concittadine e dei concittadini più fragili».
Il problema è nella norma. Fino ad oggi il Comune di Molfetta si è fatto carico della spesa di trasporto e di assistenza disabili come scelta politica adottata dall’amministrazione di Tommaso Minervini, in deroga della Legge Regionale 4/ 2010. Con la chiusura del 2025 l’azione del Commissario prefettizio ha puntato invece sul rispetto della norma e di conseguenza i contributi sono stati parametrati a seconda di fasce Isee.
Anche il Comune di Giovinazzo (che con Molfetta appartiene allo stesso Ambito territoriale), attraverso la volontà del suo primo cittadino, ha ribadito fortemente la necessità di applicare in toto la normativa.
Nei giorni scorsi, il sindaco di Giovinazzo Michele Sollecito aveva ribadito come «non trattasi di nessuna stangata, ma purtroppo le misure di sostegno adottate in passato si sono esaurite e al momento non si intravedono nuovi interventi simili». Tuttavia, entrambi i comuni (anche quello di Molfetta in gestione commissariale) sono a lavoro per individuare possibili margini di intervento per provare ad aumentare la forbice della compartecipazione alla spesa.















