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Una targa ricorda il «padre» dei lampioni sul lungomare di Bari

Una targa ricorda il «padre» dei lampioni sul lungomare di Bari

Una targa ricorda il «padre» dei lampioni sul lungomare di Bari

 
Redazione online

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Una targa ricorda il «padre» dei lampioni sul lungomare di Bari

Ieri la cerimonia dedicata a Francesco Corazza creatore delle 197 iconiche luci: sono tra i simboli più noti della città

Mercoledì 18 Dicembre 2024, 07:33

BARI - I 197 iconici lampioni del lungomare che adornano i tre chilometri di strada, dall’entrata del porto a Pane e Pomodoro, sono tra i simboli più noti di Bari, immortalati in cartoline, fotografie e dipinti d’autore. Al commendatore Francesco Corazza che li realizzò, ora la città ha deciso di dedicare una targa.

I lampioni, in ghisa nera, furono installati durante la costruzione del lungomare cittadino voluto da Araldo di Crollalanza. Quindi con i tufi provenienti dalla «cava del prete» fu creato il waterfront barese, che si andò pian piano a illuminare proprio grazie ai caratteristici candelabri. I lavori durarono dal 1929 sino alla metà degli anni 30 e originariamente previdero un uso più esteso delle lanterne che arrivavano addirittura fino all’entrata monumentale della Fiera del Levante. Ma i baresi potettero godere del nuovo lungomare solo per poco tempo: durante la seconda guerra mondiale l’industria bellica fece man bassa di tutto ciò che era composto di metallo per costruire armi; così i lampioni vennero smantellati e la strada costiera dovette rimanere priva sino al termine del conflitto mondiale.

Nel 1949 si decise, però, di avviare una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari al ripristino degli amati lampioni. Ne furono subito costruiti 21, ma ci passò una decina d’anni prima di veder completati gli altri 176. A partire dal 1962 i lampioni furono oggetto di un considerevole restyling: le lampade sferiche che li avevano caratterizzati fino ad allora vennero sostituite con quelle cilindriche odierne. A realizzarli fu l’azienda barese «Officina Fonderia F. Corazza», il cui marchio è impresso in rilievo sul basamento di ognuno di essi.

La notte di Capodanno del 1980 il lungomare fu devastato da una mareggiata e i blocchi in pietra spostati, compresi i lampioni, di parecchi metri. Alcuni lampioni andarono distrutti e, grazie alla stessa fonderia Corazza che conservava ancora il calco originale, poterono essere riprodotti.

Ieri mattina si è tenuta la cerimonia di scoprimento della targa, vicino la spiaggia di Pane e Pomodoro. Assieme a Elena Corazza, figlia di Francesco, e agli altri familiari, è intervenuto il sindaco Vito Leccese. «I lampioni monumentali del lungomare - ha detto il sindaco - sono un elemento identitario della nostra città. Sono ormai famosi in tutto il mondo. Essere riuscito a riprodurre, con una creatività tutta levantina, il candelabro tipico che illumina alcuni punti del Lungosénna, ha contribuito a far crescere il famoso adagio popolare che accomuna Bari a Parigi. E non è un caso che la Bari moderna sia nata con Gioacchino Murat».

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