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In Puglia e Basilicata

Criminalità

Quattro agguati in 6 mesi: al San Paolo di Bari è guerra di mafia

Carabinieri notte generica

La Dda sta ricostruendo movente e autori dei botta e risposta nelle vie del rione

20 Settembre 2022

Isabella Maselli

BARI - Il San Paolo è un quartiere in guerra, dove la criminalità si contende da mesi, a suon di agguati, il controllo del territorio è dei traffici illeciti. E ci sarebbe un clan emergente, la famiglia Vavalle, che starebbe tentando di sfidare gli Strisciuglio. È lo spaccato che emerge dagli atti del procedimento che ha portato in carcere i fratelli Giuseppe e Francesco Vavalle, protagonisti - secondo la Dda di Bari - della sfida mafiosa lanciata allo storico clan Strisciuglio. Il rione «è stato teatro di diversi scontri a fuoco tra fazioni criminali tra loro contrapposte - spiegano gli inquirenti - verosimilmente determinatesi per la gestione degli affari illeciti».

Nel provvedimento di fermo firmato dal pm Marco D’Agostino e dall’aggiunto Francesco Giannella, sono ricostruiti tutti gli ultimi episodi di questa contesa. Il primo risale al 19 marzo scorso quando, intorno alle 19.30, in viale delle Regioni, furono feriti il 23enne Nicola Cassano, soprannominato «Lo sciacallo», ritenuto affiliato al clan Strisciuglio, e la fidanzata minorenne. In quella occasione ignoti spararono almeno setti proiettili di una calibro 9, esplosi contro lo sportello dell’auto a bordo della quale Cassano viaggiava con la 15enne. Contro di loro fu esploso l’intero caricatore dell’arma, impugnata da un sicario a bordo di un’auto che, in corsa, avrebbe affiancato la vettura guidata dal 23enne facendo fuoco. Almeno due, credono gli investigatori, i killer del commando, uno alla guida e l’altro con l’arma in pugno. Il 1 luglio poi, alle 17,30 circa, in via Caposcardicchio ad angolo con via Trentino Alto Adige, due persone, anche queste al momento ancora ignote, a bordo di un motociclo, esplosero numerosi colpi di arma da fuoco nei confronti di Francesco Vavalle, che riuscì a sfuggire illeso all’agguato. Il 30 luglio, infine, in piena notte, in piazzetta Europa, tre ignoti esplosero alcuni colpi di arma da fuoco contro il 17enne coinvolto nel pestaggio e finito in comunità, ritenuto vicino alla famiglia Vavalle, ferendolo ad una gamba.

I controlli eseguiti nei giorni successivi a questi fatti portarono a due arresti: il 3 luglio è finito in carcere il 23enne Michelangelo Sardella, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, trovato in casa con una pistola di fabbricazione spagnola, completa di caricatore contenente tre colpi calibro 7,65, di cui uno in canna. Il 4 agosto, poi, è stato arrestato il 26enne Gennaro Valletta, anche lui ritenuto vicino al clan Strisciuglio, trovato in possesso di una pistola marca Bernardelli calibro 7,65, oggetto di un furto denunciato il 14 gennaio 2014, completa di caricatore contenente quattro proiettili e altri due caricatori calibro 6,35.

Questa sequenza di agguati secondo lo schema del botta e risposta e di pregiudicati pronti a sparare, «evidenzia - secondo gli inquirenti dell’Antimafia - un persistente clima di tensione e di contrapposizione fra opposte fazioni criminali in una zona, quale quartiere San Paolo, da sempre caratterizzata da una forte presenza di compagini criminali organizzate». L’agguato che ha visto come protagonisti da una parte il clan Strisciuglio, in particolare il pregiudicato Domenico Franco che è ritenuto il referente del gruppo criminale sul quartiere, e dall’altra la famiglia Vavalle, secondo la Dda di Bari emergente gruppo mafioso autonomo, si inserisce proprio in questo clima e contesto. I Vavalle, ipotizza l’Antimafia, da anni starebbero «cercando di rivendicare una parte degli affari illeciti su quel rione» a discapito dei rivali Strisciuglio, a loro volta «impegnati - si legge negli atti - a conquistare tutti gli spazi nello stesso territorio». 

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