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La storia

Quel bimbo «speciale» accolto in classe: a Triggiano, tre maestre «battono» la burocrazia

Le tre maestre Triggianesi dell'anno

Le tre maestre Triggianesi dell'anno

Il gesto è valso loro il titolo di «Triggianesi dell’anno»

20 Settembre 2022

Vito Mirizzi

TRIGGIANO - Tre maestre superano le difficoltà burocratiche assumendosi l’onere di inserire un bambino epilettico nelle loro classi con un gesto che gli è valso il titolo di «Triggianesi dell’anno». La storia è una di quelle che merita di essere raccontate, se non altro per la dedizione e la passione per l’insegnamento che, pur senza escludere responsabilità, ha raggiunto il suo obiettivo primario: educare e includere.

La notizia è divenuta di pubblico dominio in occasione dell’attribuzione del premio «Triggianese dell’anno», nell’ambito della sedicesima edizione del «Premio Trebbio», organizzato dalla Cpm eventi con il patrocinio e contributo dell’amministrazione comunale, che è stato attribuito a Maria Bitondi, Tiziana Corsa e Alessandra Farella della scuola dell’infanzia Maria Montessori del II circolo didattico Giovanni XXIII «per lo spirito di servizio e abnegazione, non disgiunto da assunzione di responsabilità, che ha contraddistinto la loro attività nei confronti di un bambino con bisogni speciali, superando gli ostacoli burocratici e realizzando un progetto di inclusione rivelatosi vincente, come testimoniato dalla famiglia».

E infatti tutto è partito da una lettera manoscritta che i genitori di Emanuele (nome di fantasia) hanno inviato al sindaco Antonio Donatelli per mettere in risalto il gesto delle tre insegnanti. Il ragazzino è affetto da epilessia e quando i genitori lo hanno iscritto alla scuola dell’infanzia gli è stato risposto che non era possibile accogliere nell’istituto un ragazzino con quella patologia senza una specifica autorizzazione e, soprattutto, un’organizzazione specialistica.

Naturalmente, la scuola non ha fatto altro che applicare la normativa di settore, ma ai genitori è sembrato surreale vedersi opporre un rifiuto da un ambiente, quello scolastico, che, per vocazione, è inclusivo. Ma ci sono precise normative che impongono ambienti e personale idoneo per consentire ai ragazzi con bisogni speciali di essere seguiti, educati e istruiti adeguatamente. La famiglia ha iniziato a «rimbalzare» tra scuole e provveditorato agli studi che, da ultimo, aveva individuato una struttura scolastica a distanza ragguardevole da casa.

«Per fortuna – scrivono i genitori nella missiva – di questa storia è venuta a conoscenza una maestra di Triggiano che ci chiamò per dirci che voleva Emanuele nella sua classe, ma questo non fu sufficiente, in un primo momento, per superare l’ostacolo burocratico. Inoltre, ci fu detto che l’anno scolastico era iniziato e sarebbe stato difficoltoso l’inserimento di nostro figlio. La maestra, tuttavia, non si è persa d’animo ed è riuscita a trovare una soluzione con la scuola. A quel punto abbiamo contattato un neurologo per avviare la fase di formazione del personale interessato in modo da essere pronti ad accogliere un bambino affetto da epilessia».

Emanuele è entrato in classe prima di Natale e, nonostante tante difficoltà, tra cui un intervento chirurgico subito, il ragazzo è riuscito a integrarsi con successo in una classe numerosa grazie all’azione sinergica delle tre maestre, di cui una di sostegno. «Adesso Emanuele – spiegano i genitori - viene ricercato dagli amichetti per giocare e non viene escluso dalle varie attività con un evidente vantaggio nei risultati cognitivo-comportamentali. Progressi riconosciuti anche dagli specialisti da cui nostro figlio è seguito».

Quindi, l’auspicio finale dei genitori: «Speriamo – concludono – di non sentire più storie come quella di Emanuele in nessuna struttura e, soprattutto, in una scuola, auspicando che le istituzioni formino a dovere il personale scolastico e non, al fine di garantire a tutti i bambini un equo diritto all’istruzione e all’inclusione sociale».

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