Mercoledì 25 Febbraio 2026 | 01:48

L'Università di Bari attiva il corso di laurea in Chimica industriale

L'Università di Bari attiva il corso di laurea in Chimica industriale

L'Università di Bari attiva il corso di laurea in Chimica industriale

 
Barbara Minafra

Reporter:

Barbara Minafra

Palazzo Ateneo

Palazzo Ateneo di Bari

Ad accesso libero, è il primo per l'Ateneo e il secondo al Sud, dopo la Federico II Napoli

Mercoledì 08 Giugno 2022, 12:29

BARI - Magistrale in Chimica industriale. Dal prossimo anno accademico l’Università di Bari attiverà il nuovo corso di laurea ad accesso libero, una prima volta in assoluto per l’Ateneo e il secondo corso al Sud dopo la Federico II di Napoli. Fortemente atteso dagli stakeholders locali, sarà un biennio stressato sull’industria (tra tirocinio obbligatorio in azienda e formazione economica: dal management d’impresa ai brevetti, dai costi delle apparecchiature alla gestione delle risorse umane) e sull’ambiente (con studi mirati ai processi chimici a basso impatto, alle tecnologie per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti, alla valutazione del rischio associato alle attività produttive).

«Vorremmo confutare l’idea che per lavorare nella chimica sia necessario andare al Nord. La Puglia è tra le regioni più industrializzate del Mezzogiorno» ha detto il coordinatore del nuovo corso Angelo Nacci, che al Campus di Bari ha presentato il piano di studi e un’offerta formativa che per la chimica in Uniba può contare su 5 corsi: le triennali in Chimica e in Scienze Ambientali (a Taranto) e le specialistiche in Scienze chimiche, Scienze dei materiali e la nuova LM-71 a cui si accede da 9 triennali.

MOTIVAZIONI  Due le motivazioni che hanno portato all’attivazione: l’importanza della chimica industriale come «settore strategico e trainante per l’economia nazionale ed europea», e il «legame fortissimo tra scienza e industria chimica». Come ha spiegato l’associato di Chimica Organica di Uniba, la chimica è «un’infrastruttura tecnologica che trasferisce innovazione, sostenibilità e competitività al Paese» e poi è «l’unica industria che condivide il nome con una scienza che non solo studia proprietà e trasformazioni della materia ma genera prodotti e tecnologie che migliorano il benessere e la qualità della vita».

ENTUSIASMO Non è un caso che il corso sia stato accolto con entusiasmo dai portatori di interesse locale. «Il chimico industriale – ha detto il prof. Nacci – è percepito come figura professionale anche più interessante del chimico teorico perché fortemente allineata alle esigenze delle aziende».
realtà pugliese E la Puglia non solo è altamente industrializzata, con i principali insediamenti tra Bari, Brindisi e Taranto, ma ha un comparto molto strutturato con 77 impianti chimici, 11 per l’industria della gomma e della plastica, 193 per i prodotti chimici, 49 per la chimica di base, 390 per i prodotti in gomma, 440 per quelli in plastica e 373 operanti nel comparto salute, prodotti medicinali e farmaceutici. «Nel nostro settore – ha detto prospettando impieghi nella filiera produttiva, in ricerca, innovazione, gestione e controllo di qualità, in area commerciale e organizzativa - le chance occupazionali sono altissime. E il comparto è in forte crescita. Ora l’ampliamento dell’offerta formativa di Uniba è una chance in più per restare a studiare sul territorio».

DATI Dai dati 2020 di Federchimica emerge che l’Italia, con un valore di produzione pari a 55 miliardi di euro è il terzo produttore chimico europeo (dopo Germania e Francia) e il 12° a livello mondiale. «Sul territorio nazionale sono attive oltre 2.800 imprese con quasi 3.800 insediamenti nei quali lavorano 112mila addetti altamente qualificati, che arrivano a 179mila se si considera la farmaceutica». Se si aggiunge l’indotto, il 4° comparto industriale nazionale dà occupazione a 270mila addetti. Se la pandemia ha messo in evidenza quanto la chimica sia strategica (ha fornito gas medicinali, reagenti e principi attivi farmaceutici, disinfettanti e tnt per le mascherine), dietro al successo del Made in Italy – calzature, abbigliamento, mobili, piastrelle ecc.. – ci sono spesso un prodotto e un’impresa chimica innovativi.

In Europa è il quarto settore manifatturiero con 1,2 milioni di addetti e con 578 miliardi di euro è il secondo produttore mondiale dopo la Cina. Per tenersi al passo, Uniba sta rinnovando anche Scienze dei materiali: «Dall’anno accedemico 2023-24 – ha detto il coordinatore e prof. di Chimica fisica Luigi Gentile - la formazione si focalizzerà su nanomateriali, biomateriali e sensoristica oltre ad avere più respiro internazionale puntando su un corso in lingua inglese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)