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Confcommercio, nel 2022 il Pil crescerà del 2,8% nel Sud Italia

Il progetto segreto? Abbandonare il Mezzogiorno

I dati ufficializzati durante il convegno su Pnrr e al Mezzogiorno. I commenti anche dei sindacati

24 Maggio 2022

Redazione online

BARI - Nel 2022 il Pil del Mezzogiorno crescerà del 2,8% contro una media italiana del 2,5%, alla pari con il Nord-Est e superiore alle altre aree del Paese: è quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sull'Economia del Sud presentata questa mattina a Bari nel corso del convegno organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia, dedicato al Pnrr e al Mezzogiorno dal titolo "Opportunità e rischi connessi alla realizzazione del Pnrr, il ruolo del partenariato economico, sociale e territoriale". «Per l’anno in corso - si legge nel report - prevediamo un moderato scarto positivo nella crescita del Pil meridionale rispetto al resto del Paese, ma non è certo con una manciata di decimali, per di più confinata a un singolo anno, che i divari tenderanno a chiudersi. Il Sud potrà recuperare un bel pezzo del terreno perso grazie al Pnrr e il Pnrr potrà restituire all’Italia smalto economico e sociale attraverso la crescita del prodotto potenziale, se e solo se il Sud tornerà a funzionare a pieni giri. Le due cose sono inscindibili».

PERSI RESIDENTI - Dal 2007 a oggi sono «scomparse» dal Sud 800mila persone: è quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sull'Economia del Sud presentata questa mattina a Bari nel corso del convegno organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia, dedicato al Pnrr e al Mezzogiorno dal titolo «Opportunità e rischi connessi alla realizzazione del Pnrr, il ruolo del partenariato economico, sociale e territoriale». «Anche il Nord - si legge nella relazione - presenta oggi qualche problema sul piano dei flussi interni: fino agli anni '90 l’emigrazione da Sud a Nord allargava la base produttiva delle Regioni italiane più ricche e produttive, oggi dal Nord stesso si emigra verso altri Paesi. Per quanto riguarda il tasso medio di occupazione delle donne, esiste un Sud del Sud: a livello di occupazione generale e femminile, se il Centro-Nord si avvicina al resto d’Europa, il Sud ne resta troppo lontano, soprattutto nella componente femminile. E se il Sud è lontano, la Calabria, solo per fare un esempio, è ancora più distante». 

SINDACATI - «Se non riparte il Mezzogiorno non riparte il Paese e il Pnrr rischia di rimanere una lista di desiderata». Lo ha detto questa mattina a Bari il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Carlo Sangalli nel corso del convegno organizzato da Confcommercio e dedicato al Pnrr e al Mezzogiorno dal titolo 'Opportunità e rischi connessi alla realizzazione del Pnrr, il ruolo del partenariato economico, sociale e territorialè. «Se il Pnrr non funziona - ha aggiunto Sangalli - chi ha più da perdere è proprio il Mezzogiorno. Anche perché secondo i dati del nostro Ufficio studi dal 1996 al 2019 il Pil del Nord ha fatto registrare una crescita di oltre il 20 per cento, mentre il Sud si è fermato al 3,3%. Ancora più marcato è il dato sull'occupazione: Nord +0,3%, Sud -0,8%». «La difficoltà di messa a terra delle misure - ha aggiunto - è certo un tema di qualità degli interventi, di efficienza e efficacia della spesa, di integrazione delle diverse fonti finanziarie, di rapidità dei tempi di attuazione».

BALNEARI - Per quanto riguarda il tema dei balneari, «noi siamo a favore della concorrenza, ma va salvaguardato il contributo che queste imprese hanno finora assicurato a una esperienza turistica di successo». Lo ha detto a Bari il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo intervento a un convegno sul Pnrr. Per Sangalli, «va definita una norma quadro che valorizzi il lavoro di tante famiglie, tante donne e tanti giovani che chiedono soltanto un giusto indennizzo e un congruo periodo transitorio, così come sostiene il nostro Antonio Capacchione, presidente nazionale dei balneari».

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - «Serve sfruttare questa occasione alla grande, serve intanto investire nella pubblica amministrazione per garantire il rispetto dei tempi, serve però avere un cronoprogramma degli impegni perché altrimenti rischiamo di perdere questa occasione. Noi chiediamo che ci sia anche una valutazione dell’impatto occupazionale». Lo ha detto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, parlando con i giornalisti a Bari, a margine del convegno organizzato da Confcommercio su 'Pnrr e il Mezzogiorno che verrà'. «Bisogna scegliere quale sarà il Mezzogiorno del domani - ha aggiunto - quindi la politica deve fare delle scelte chiare, deve dare delle risposte ai cittadini di questo territorio». 

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