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In Puglia e Basilicata

L'abuso

Mola, abbattuti ulivi secolari: «Un attacco al patrimonio verde»

Mola, abbattuti ulivi secolari: «Un attacco al patrimonio verde»

Nel campo sarebbe in corso una vera opera di trasformazione fondiaria da uliveto a seminativo

04 Aprile 2021

ANTONIO GALIZIA

MOLA DI BARI - Espiantavano alberi di ulivo secolari in un campo sulla strada provinciale 111 che collega Mola di Bari a Rutigliano. Per questo, tre persone del posto sono state identificate e denunciate all’autorità giudiziaria dagli agenti della Polizia locale e dai carabinieri della Forestale, intervenuti a seguito di alcune segnalazioni.

Dalle prime indagini è emerso che non risulterebbe alcuna autorizzazione all’espianto e che gli ulivi secolari rimossi, il cui numero è in corso di quantificazione, sarebbero produttivi (alcuni producevano la pregiata Cima di Mola, altri le Coratine) e non risulterebbero infetti da Xylella.
Sul posto, gli agenti ed i militari hanno quindi rilevato che, in realtà, nel campo sarebbe in corso una vera opera di trasformazione fondiaria da uliveto a terreno seminativo o, a quanto pare, tendone di uva da tavola.

Per procedere con queste operazioni è, però, necessario acquisire una serie di autorizzazioni insieme alle perizie tecniche che attestino il grado di produttività delle piante.

Su questo nuovo, presunto attacco al patrimonio vegetale mediterraneo, sono intervenuti con una nota congiunta il Fai (Fondo ambiente italiano) e Italia Nostra: «Sappiamo, purtroppo, che spesso per estirpare questi vecchi patriarchi di ulivo è sufficiente presentare una domanda.

L’autorizzazione all’abbattimento è concessa nei casi di improduttività o scarsa produttività del fondo, per l’esecuzione di opere di miglioramento fondiario. La pianta non può essere assolutamente venduta viva ed il suo commercio in tale stato è, pertanto, illegale. Non si sa chi ha autorizzato un tale scempio e per quali fini, ma intanto chiediamo con forza e determinazione a tutte le autorità di bloccare queste operazioni ed accertare eventuali responsabilità».

Questo intervento segue, di poche settimane, due analoghi scempi consumati nelle vicine contrada Monsignore (alcuni alberi sono stati abbattuti per far spazio ad un viale sterrato e in un campo, prospiciente l’omonima gravina inserita nella riserva naturale, la macchia mediterranea con i muretti a secco hanno lasciato spazio ad un percorso per ciclo e moto cross) e Parco del Monte, in territorio di Conversano, dove la Forestale ha sequestrato una vasta area, privata di muretti a secco e macchia mediterranea.

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