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Il giovane Toscanini portò Liz Taylor al Petruzzelli

Gli attori baresi Alfredo Navarra e Gianni Serena: «Lei era l’ultima vera diva di Hollywood»

Il giovane Toscanini portò Liz al Petruzzelli

Si dice di lui che avesse un carattere molto forte, come tutte le grandi personalità della storia, del resto. Arturo Toscanini, nato a Parma nel 1867, da giovane diviene violoncellista e pianista dopo un lungo corso di studi al Conservatorio della sua città. Non può immaginare che durante la tournée in Brasile, a Rio de Janeiro, verrà invitato a dirigere l’orchestra nell’Aida di Verdi a soli 19 anni. Da quel momento, la sua carriera sarà lastricata di trionfi.

Nel 1931 Toscanini sta dirigendo nel teatro di Bologna quando alcuni gerarchi fascisti gli impongono di dirigere la Marcia reale e «Giovinezza». Al suo rifiuto sarà schiaffeggiato. Non tornerà più in Italia fino alla caduta del regime mussoliniano.

A proposito del suo carattere forte, si narra che il grande regista Franco Zeffirelli lo abbia conosciuto personalmente e abbia addirittura avuto un litigio con lui. Questo, però, non ha impedito al maestro del cinema, recentemente scomparso, di dirigere un intero film sul «Giovane Toscanini», girato anche a Bari.

Il lungometraggio racconta appunto l’esordio del direttore d’orchestra sin da quando il Teatro alla Scala di Milano lo rifiuta come violoncellista per il suo carattere irruento. Quindi si sofferma sul primo tour in Brasile. A Rio, Toscanini aderisce alla causa per l’emancipazione degli schiavi dell’Imperatore Dom Pedro II.

Della pellicola, Zeffirelli è regista, sceneggiatore e autore del soggetto. Toscanini è interpretato da Thomas Howell, mentre la Diva del cinema mondiale, Liz Taylor, incarna la figura del soprano Nadina Bulichoff.

Numerose scene sono state girate nel teatro Petruzzelli, a Bari, nel 1987. Tra gli altri attori, ricordiamo Sophie Ward, John Rhys-Davies, Pat Heywood, Philippe Noiret nel ruolo di Dom Pedro II, Franco Nero in quello di Claudio Toscanini.

Nel Petruzzelli recitarono anche alcune comparse e figuranti baresi. Alfredo Navarra, per esempio, attore brillante e cabarettista noto al vasto pubblico televisivo per avere partecipato alla sitcom sulla Very Strong Family, con Manuel & Manuel (Emanuele De Nicolò e Chicca Frisini). Navarra ha al suo attivo lavori per il grande schermo con il compianto regista napoletano Ninì Grassia, e molti spettatori ricordano il suo personaggio «Bandana» nella serie tv «Lariamara» al fianco del grande Mino Barbarese, scomparso prematuramente nel 2016. Il pubblico del piccolo schermo si è affezionato a Navarra anche per le esilaranti gag in duo con Donato Francone ne «I Francobolli».

Nel «Giovane Toscanini» Alfredo Navarra interpreta uno degli amici del giovane direttore d’orchestra. Sul set ha conosciuto Liz Taylor, attrice protagonista del film, e di questo incontro restano indelebili nella sua memoria tre episodi. «Rimasi affascinato da lei». Un ciak nel Petruzzelli. «Ero accanto a Howell. C’era un primo piano e tutti aspettavamo l’arrivo della Diva dagli occhi blu. Mentre la telecamera puntava sul protagonista e me, Howell chiede di poter andare in bagno e di sospendere la registrazione per qualche minuto. Rimasi, quindi, da solo in postazione, fermo dinanzi alla telecamera». Improvvisamente, giunge la Taylor con un codazzo di fotografi e giornalisti. «Mi guardò - rivela l’attore barese -. Di scatto, saltò l’intero gruppo di persone e venne verso di me. Lei mi guardò fisso negli occhi e mi salutò: “Hello!”. Non pensando che ce l’avesse con me mi sono voltato per capire chi stesse salutando. Invece Elizabeth Taylor stava salutando proprio me. Pensai allora che mi avesse scambiato per l’attore protagonista». Torna in scena Thomas Howell-Toscanini e terminiamo di girare la sequenza.
Poi la troupe gira un’altra scena. «Ero tra il pubblico, vestito con uno smoking, si trattava della prima serata in teatro del direttore d’orchestra, con il suo primo saggio. C’erano circa 500 comparse ed ero in terza fila». Entra in scena la Taylor per un altro ciak. «Si fa una pausa e lei mi guarda e mi saluta una seconda volta con un “hello!” agitando la mano. Io rispondo al saluto».

Terzo episodio. Il giorno dopo si girano altre scene e c’è una pausa pranzo. Giunge il servizio catering. «Quella volta ero vestito da popolano di Rio. Sul palco c’era un pianoforte e durante la pausa mi misi a suonare e a cantare una canzone in vernacolo barese. Lei in quel momento era nel suo camerino. Sentì canticchiare e si affacciò. Mi guardò ancora. Chiese alla sua segretaria di invitarmi a salire nel suo camerino. Venne da me la segretaria e mi fece l’invito in inglese. “La signora Taylor vuole incontrarti”. Risposi che sarei andato di lì a poco». Il giovane attore pugliese aveva colpito la Diva americana. «In realtà - confessa Navarra - ho avuto un timore reverenziale, una sorta di pudore, perciò non sono andato nel camerino della diva. Per me, l’attrice era un mito così grande che mi metteva timore parlare con lei».

Molto più semplice l’incontro con Zeffirelli. «Una mattina, ero in corso Cavour e guardavo la vetrina di un negozio. Non sapevo nemmeno che al Petruzzelli fossero iniziate le riprese del film». Ebbene passa di lì il grande regista con due cani da passeggio. «Mi volto e vedo a una distanza di circa 10 metri il maestro con un’altra persona. Mi guardava insistentemente. Mi fermò e mi chiese se fossi un attore. Si presentò e mi invitò a recitare qualche piccola parte nel film. Dovevo andare in teatro da un suo collaboratore a suo nome e così feci». Nel teatro c’è tanta gente che fa la fila per superare la selezione e far parte del gruppo di comparse.

«Salii al primo piano dove c’era questo signore che si chiamava Passantini e aveva il compito di selezionare gli attori. L’indomani tornai per fare il servizio fotografico e mi affidarono questo piccolo ruolo».
Un altro testimone di quel set zeffirelliano è Gianni Serena, attore, cantante e commediografo palesino. Ha fatto il corista del Petruzzelli per una vita, ora sta preparando un libro, un’opera monumentale sulla musica in teatro a Bari. «Ho smesso di cantare a ottobre scorso, dopo 42 anni - spiega -. Ricordo che dovevamo girare alcune scene all’interno del teatro. Erano scene dell’Aida di Verdi. Girammo alcune scene come se fossimo in sala prove con Liz Taylor, seduta in abiti borghesi. In altre sequenze abbiamo girato la rappresentazione dell’Aida nel teatro pieno di pubblico, ossia le comparse».

Un’esperienza indimenticabile, per Gianni Serena. «Ricordo la gioia che condividevo con gli amici e colleghi legata a questa partecipazione al film». Racconta che la prima presentazione del film fu fatta in televisione dallo stesso Zeffirelli nella trasmissione «Europa Europa», condotta da Fabrizio Frizzi. Della Taylor dice: «Era una diva, forse è stata l’ultima vera diva di Hollywood. Ferdinando Pinto, gestore del Petruzzelli, le concesse il suo ufficio che fu adibito a camerino personale, gli scenografi lo sistemarono alla perfezione, in modo che si affacciasse sul palcoscenico. Nonostante tutti fossimo pronti per girare la scena e Zeffirelli fosse in attesa nervosa, la Taylor si presentava sempre in ritardo. Il regista si innervosiva ma sapeva anche che aveva a che fare con una star internazionale - continua l’autore di Palese - e si sforzava di tollerare. Tra l’altro, in quel periodo, l’attrice statunitense non stava tanto bene a causa di una caduta da cavallo. Ricordo che mia moglie stava per partorire al Policlinico, in quel periodo. Ogni sera, al termine dei ripetuti ciak, andavo da lei a raccontarle ciò che stava succedendo e l’intera corsia del reparto si interessò ad ascoltare le mie storie».

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