Martedì 11 Agosto 2020 | 12:18

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Angelini Caffè

Locorotondo, la scommessa di un bar che sa di storia: «Qui la Gazzetta c'è dal dopoguerra»

Il quotidiano qui non è mai mancato ed è sempre a disposizione anche ora che a gestire il bar è la terza generazione

Locorotondo, la storia in un caffè

Locorotondo - «La Gazzetta qui non è mai mancata, dal dopoguerra è una presenza fissa nella nostra attività. Di generazione in generazione, quelle pagine sono entrate nella storia famigliare. E i clienti apprezzano, leggere le notizie della nostra terra fa bene al cuore». A parlare sono le ultime due giovani eredi, Cosma e Isabella.

Insieme a papà Francesco e a mamma Palma gestiscono un bar con tavola calda nel cuore della campagna locorotondese.

Una storia, la loro, che merita di essere raccontata. La guerra sembrava così lontana in quel tragico 1940, ma la cartolina di chiamata alle armi arriva anche in contrada Nunzio, a metà strada fra Locorotondo e Alberobello. Francesco Piccoli aveva solo 25 anni e una vita davanti, insieme a sua moglie Petronilla e alla piccola Isabella, appena nata. Francesco fece in tempo a tenerla in braccio una sola volta. Poi, con le lacrime agli occhi, andò incontro al suo destino. Il fante Francesco non fece più ritorno, il suo nome resta iscritto fra le vittime della Seconda Guerra Mondiale. A Locorotondo lasciò una vedova disperata, con una bambina da crescere.

Chissà quanta angoscia negli occhi di Petronilla, ma non si perse d’animo, aveva il dovere di dare da mangiare alla piccola Isabella. Si tirò su le maniche e, grazie alla licenza per l’attività commerciale che il regime concedeva ai parenti delle vittime di guerra, decise di aprire un negozio di tabacchi. L’attività crebbe fino a garantire il sostentamento della famiglia.
Passano gli anni e Isabella si sposa portando avanti l’attività fino alla fine dei suoi giorni. da ei passa al figlio Francesco Angelini, che porta il nome del nonno scomparso in guerra.

Oggi Angelini Cafè, nella storica sede in contrada Nunzio, ha ritrovato nuova vita dopo una profonda ristrutturazione.
«Non è stato facile fare questa scelta – affermano con soddisfazione Cosma e Isabella – ma ne siamo orgogliosi. È apprezzata la nostra volontà di lavorare, di restare nella nostra terra e creare un’occasione di sviluppo e di lavoro. Abbiamo investito molto in questa impresa e le nostre giornate sono infinite, dalle colazioni alla tavola calda a pranzo, dalla preparazione della cena all’organizzazione delle feste per bambini. Ma c’è tanta gioia per quanto siamo riusciti a realizzare».
Quando le cose sembravano andare per il verso giusto, ecco l’emergenza sanitaria e la chiusura forzata. «Certo, è stato un momento difficile. Per fortuna – spiegano Cosma e Isabella - la gestione è familiare, ma se avessimo avuto dipendenti non so se ce l’avremmo fatta. Con le nostre forze abbiamo superato bene il periodo di chiusura».

Ora si torna a vivere. «È stato come ricominciare da capo, abbiamo dovuto riconquistare i nostri clienti e combattere la paura. Ora va decisamente meglio, anche se c’è ancora un po’ di comprensibile timore».

Che bella che è contrada Nunzio circondata dal verde e dai trulli. «Oggi mancano i turisti e questo è tangibile. Gli ospiti stranieri – aggiungono le due giovani sorelle – apprezzavano molto le nostre pietanze, specialmente le orecchiette e i panzerotti straordinari che prepara mamma Palma, la specialità della casa».

Torneranno anche i turisti e ritroveranno lo storico bar tabacchi. «Il nostro – concludono Cosma e Isabella Angelini – è un racconto a lieto fine. Da un esordio triste, la scomparsa in guerra del bisnonno Francesco, è nata una storia positiva. Siamo convinte che si possa fare impresa anche al Sud, a Locorotondo. E siamo certi che la Gazzetta sarà sempre lì, con le sue pagine che raccontano la storia della nostra terra».

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