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Dal 19 al 23 febbraio

Bari ancora «capitale di pace» a febbraio con papa Francesco

Il pontefice tornerà per il sinodo dei vescovi del Mediterraneo

Il Papa ringrazia: incontro di Bari segno eloquente di unità dei cristiani

Papa Francesco

BARI - Bari porta di pace nel Mediterraneo. Si avvicina a grandi passi l’incontro organizzato dalla Conferenza episcopale italiana che riunirà i vescovi d’Europa, Africa e Asia dal 19 al 23 febbraio del prossimo anno. Un’occasione doppia: a chiudere i lavori sarà papa Francesco per la seconda volta in città dopo la visita del 7 luglio 2018.
L’evento è stato ribattezzato «sinodo del Mediterraneo» e realizza un sogno caro a Giorgio La Pira, il «sindaco santo» di Firenze: fare del mare che bagna tre continenti un ispiratore di relazioni pacifiche tra i popoli e le religioni. Un «moto ondoso» nella direzione opposta a quella delle crociate - e il concetto di «rovesciare le crociate» era assai caro a La Pira -; l’evoluzione religiosa del laico messaggio lanciato da Edward Morgan Forster. Nel libro Passaggio in India, lo scrittore inglese definisce il Mediterraneo «misura di tutti gli uomini». La Chiesa cattolica, durante i cinque giorni di lavoro, proverà, di fatto, a declinare Forster nella lingua cara a La Pira e a papa Francesco: la pace misura di tutti gli uomini del Mediterraneo nel loro insieme, insieme di popoli. Nel segno di Dio.

Giorgio La Pira e papa Francesco, il passaggio di testimone nella santità della fratellanza affiorerà ancora a Bari nei temi, forti, toccati dal programma dell’incontro organizzato dalla Conferenza episcopale italiana. Malgrado sia ancora in fase di definizione, l’agenda degli argomenti sui quali si discuterà a febbraio 2020 conferma la convergenza verso i temi che uniscono: dalla vita delle singole comunità ecclesiali al dialogo ecumenico e interreligioso. Su questo punto molto dirà certamente papa Francesco nel suo intervento finale. Il pontefice si batte dal suo insediamento perché il dialogo tra religioni porti buoni frutti di pace e questa potrebbe essere un’occasione importante, rompendo lo schema del mero incontro tra esponenti della stessa confessione e tendendo ancora una volta la mano alle altre due grandi religioni monoteiste del Mediterraneo: l’ebraismo e l’Islam. Perché ciò che unisce sia più forte di ciò che divide.

In un articolo apparso sul sito di Avvenire, proprio rispetto all’agenda degli appuntamenti baresi, Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vice-presidente della Cei, ha spiegato che a muovere le scelte degli argomenti in discussione è «l’esigenza di un ascolto diretto, aperto e sincero che consenta di condividere fraternamente le diverse sensibilità, ricchezze e fragilità che le Chiese ricevono dalla tradizione di annuncio del Vangelo nei vari territori».
I temi delle migrazioni, la crisi economica, le ingiustizie e gli squilibri prodotti, la prospettiva della cooperazione, saranno altrettanto centrali nella discussione durante i lavori. Ancora una volta si seguiranno la scia, il solco, tracciati da Giorgio La Pira il quale riteneva indispensabile affermare la pace nel Mediterraneo attraverso il superamento di tutti gli squilibri economici (e per questo premeva molto sugli uomini di governo, in particolare nel periodo in cui Amintore Fanfani ricoprì la carica di ministro degli Esteri).

Dal canto suo, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, nell’ultima riunione del comitato organizzatore, si legge ancora sul sito di “Avvenire”, «ha citato anche don Luigi Sturzo. Avvicinare il Mediterraneo vuol dire capirlo, amarlo, conquistarlo non con il potere ma con la civiltà. Com’è possibile che l’Europa - si è chiesto Bassetti - sia concepita tutta al Nord? Ecco il nostro continente non può essere sbilanciato e condizionato dalle logiche dei mercati senza costruire quell’indispensabile tessuto sociale di “patria comune”. Sono convinto - ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale italiana - che l’Italia ancora oggi, anche grazie al nostro incontro, possa essere il tramite perché l’Europa ritrovi nel Mediterraneo le sue radici culturali e spirituali. Del resto l’Europa, tutta l’Europa, è mediterranea» ha concluso Bassetti con l’evidente rimando a La Pira e, ancora, a papa Francesco, alle sue visite a Lampedusa e a Lesbo dove ha ricordato che il Mediterraneo è misura di tutti gli uomini in Dio e nell’accoglienza.

Un programma più dettagliato dei cinque giorni di incontri sta nascendo. Ad essere impegnati un centinaio di vescovi provenienti da 19 paesi dei tre continenti bagnati dal mare. Dopo l’introduzione dei lavori da parte del presidente Cei Bassetti (19 febbraio), i giorni del dialogo cruciale tra i vescovi saranno il 20 e il 21. Molto interessante il passaggio previsto nel pomeriggio del 21 febbraio: i vescovi saranno ospiti ognuno di una comunità parrocchiale dove celebreranno messa. Un importante momento di confronto con le realtà locali sui grandi temi in programma. La conclusione dei lavori è prevista sabato 23 febbraio: l’assemblea tirerà le somme e nel pomeriggio un’assemblea accoglierà momenti di dialogo con i rappresentanti di istituzioni sovranazionali. Infine l’appuntamento con papa Francesco domenica 23 febbraio. Il pontefice celebrerà la messa nella basilica di San Nicola dopo aver incontrato i vescovi impegnati nell’evento della Cei. Facile prevedere la grande mobilitazione popolare di fedeli per l’arrivo del papa e gli inevitabili disagi che, in termini di sicurezza, sia la manifestazione della Cei sia, soprattutto, l’arrivo di papa Francesco comporteranno.

Ma l’occasione è storica. Bari porta di pace sul Mediterraneo, Bari che afferma la sua centralità nel ruolo di «capitale dell’accoglienza», un ruolo che ha la prestigiosa occasione di consacrare con l’evento del 20 febbraio. Un ruolo non solo sociale e religioso ma addirittura politico di carattere internazionale che pone il sindaco Decaro di fronte alla grande responsabilità di seguire la scia di Giorgio La Pira, la scia del «sindaco santo» e continuare a costruire, con coraggio, una propria «politica estera» nel segno della pace e dell’accoglienza.

Andando al di là delle pur importanti parole spese dal primo cittadino alla notizia dell’arrivo del pontefice a febbraio: «La scelta di papa Francesco di tornare a Bari ci riempie di gioia. Ospitarlo insieme a tutti i vescovi del Mediterraneo ci aiuterà a ricordare che la nostra storia e soprattutto il nostro futuro sono fatti di pace, di dialogo, di speranza, di accoglienza e di tolleranza».

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