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Daniele De Martino, neomelodico palermitano 23enne, parteciperà alla storica sagra del calzone di cipolla, ma il suo invito ha scatenato le polemiche

Acquaviva, invitato alla sagra cantante amato dai boss: Comune ritira patrocinio

Da una parte c’è un cantante neomelodico, in stile «Gomorra», seguitissimo nelle piazze e su YouTube. Dall’altra parte, una delle sagre più note, e più tradizionali, della provincia di Bari. Nel mezzo, un sindaco che censura e prende le distanze dalle scelte artistiche degli organizzatori. Ecco servita l’ultima polemica sulle feste di paese, dove tradizione e folklore popolare prestano forse troppo il fianco a stili e comportamenti in odore di criminalità. Siamo ad Acquaviva delle Fonti dove, nel prossimo fine settimana, è in programma la 48esima edizione della sagra del calzone di cipolla.

Il corredo della sagra è quello tradizionale: stand gastronomici, gare culinarie all’odore di cipolla rossa, patrimonio della città, e ricotta forte, musica, balli, intrattenimento e, in chiusura, il gran concerto con l’ospite nazionale, di solito un big della canzone italiana anni Settanta. Quest’anno, tuttavia, gli organizzatori hanno optato per una scelta giovanilistica, puntando tutto su Daniele De Martino che, a luglio, a Bisceglie, aveva fatto il pienone in piazza. Nato a Palermo, ma napoletano nell’anima, De Martino ha 23 anni ed è considerato il volto più significativo della scena neomelodica, affollatissimo genere musicale che da Mario Merola arriva fino al primo Gigi D’Alessio, passando per Nino D’Angelo. Il genere conta centinaia e centinaia di cantanti, seguitissimi sul web: il canale YouTube di De Martino, per esempio, conta milioni di visualizzazioni e alcune delle sue canzoni sono state a lungo fra i video in tendenza.

Come il più classico neomelodico che si rispetti, De Martino canta dell’amore tradito, dell’uomo duro che si strugge per la sua bella, degli affetti della famiglia e degli amici, con un corredo di abiti griffati, auto di lusso e ragazze appariscenti. Ogni tanto, però, qualche scivolone. È il caso della hit «Comando io», che mette in scena la storia di una vendetta di mala, con tanto di sparatorie, pistole e fucili alla mano, esecuzioni, scooter lanciati a tutta velocità, in pieno stile Gomorra, la serie culto dedicata proprio alla criminalità napoletana.

E ancora «Nu guaglione ‘e quartiere», pare liberamente ispirato ad un noto pluripregiudicato palermitano, noto al secolo come «U spara spara». Canzoni che hanno provocato non pochi pasticci a De Martino, al suo manager e alla sua casa discografica, in più di un’occasione costretti a difendersi dall’accusa di voler inneggiare alla criminalità, ai suoi riti, ai suoi stili. In Sicilia, alcuni concerti sono stati annullati per problemi di sicurezza ma anche di «moralità».

E adesso che De Martino arriva ad Acquaviva, il sindaco Davide Carlucci ha deciso di giocare d’anticipo. Dopo aver ritirato il patrocinio comunale alla manifestazione, ha chiesto la scaletta del concerto, con l’obiettivo di censurare tutte le canzoni che possano, anche lontanamente, richiamare comportamenti al limite dell’illegalità, imponendo, in apertura, un video messaggio con il quale l’amministrazione comunale prenderà le distanze dalla scelta di ospitare il cantante. La polemica, insomma, è appena cominciata.

(nella foto uno spezzone del contestatissimo videoclip del cantante, "Comando io", che su YouTube ha oltre 8 milioni di visualizzazioni)

IL SINDACO: NON ABBIAMO DATO UN CENTESIMO (di Carlo Stragapede) - Davide Carlucci, cinquant’anni, al secondo mandato da sindaco di Acquaviva delle Fonti, giornalista professionista, non ha gradito affatto la scelta degli organizzatori della Sagra di ingaggiare Daniele De Martino, il rapper palermitano che canta, in napoletano, (anche) fatti di mafia e storie di violenza criminale.

Signor sindaco, che cosa ha deciso?
«Solo a settembre abbiamo appreso dell’arrivo di questo artista sul palco della Sagra. L’amministrazione ha deciso di non dare alcun contributo in danaro alla Sagra, diversamente da quanto avevamo fatto negli anni passati. Inoltre accorderemo all’organizzazione il patrocinio gratuito del Comune, ma solo se la stessa organizzazione si impegnerà a proiettare un nostro filmato nel quale rimarchiamo l’impegno costante di questa nostra città nella lotta al malaffare e alla criminalità».

Il filmato è già pronto?
«Non ancora ma ci stiamo lavorando».

Vi comparirà lei in persona?
«No. Semmai sto pensando a una testimonianza tangibile di come la comunità e le istituzioni acquavivesi si impegnano quotidianamente nella lotta all’illegalità, per esempio attraverso il riutilizzo, di beni confiscati ai clan, per finalità sociali o solidali».

L’amministrazione poteva intervenire nelle scelte artistiche dell’organizzazione?
«La Sagra è allestita da un’associazione, insomma da un privato, a sue spese, e del resto, ripeto, quest’anno non abbiamo assegnato nemmeno un centesimo di contributi pubblici».

È anche vero, però, che la Sagra del calzone di cipolla, attirando migliaia di visitatori, porta benessere ad Acquaviva.
«Alle attività commerciali e imprenditoriali, certamente. Pochi i benefici, invece, per le casse comunali, considerato anche il fatto che i titolari delle bancarelle di prodotti gastronomici provenienti dalla Puglia sono esentati dalla tassa di occupazione del suolo pubblico».

L'ORGANIZZATORE DIFENDE LA SCELTA ARTISTICA (c.strag.) - Per Michele Cirielli, organizzatore della Sagra del calzone, «l’atteggiamento dell’amministrazione comunale su questa vicenda è decisamente bigotto e la richiesta dell’amministrazione stessa di far proiettare un filmato sulla legalità alla festa è una pagliacciata».
Non usa mezzi termini il cinquantaseienne organizzatore della manifestazione gastronomica che obiettivamente attira migliaia di persone di ogni età nella capitale della celebre, saporita cipolla. La Sagra fu ideata nel 1971 da suo padre Giuseppe Cirielli, maresciallo dell’esercito, scomparso nel 2003. Cirielli junior da molti anni ne ha raccolto il testimone. La tre giorni (da venerdì 18 a domenica 20 ottobre) è formalmente organizzata dall’associazione «Amici di Peppino Cicerone» in quanto Giuseppe Cirielli era noto ad Acquaviva con quel soprannome. Il concerto di Daniele De Martino è in programma domenica 20, in piazza Vittorio Emanuele.

Signor Cirielli, come le è venuta l’idea di invitare a esibirsi ad Acquaviva un rapper di 23 anni?
«L’idea di ingaggiare De Martino me l’ha suggerita un mio giovane conoscente con il quale collaboro nell’allestire gli spettacoli della Sagra. Mesi fa, sono andato apposta ad assistere a un concerto del rapper a Ruvo».

Le è piaciuto?
«Obiettivamente non è il mio genere ma quella volta la piazza di Ruvo era strapiena di ragazzi da 15 anni in su e anzi di famiglie intere. Ho pensato che questo genere musicale, il rap, attira i giovani, anche perché “viaggia” a botte di milioni di visualizzazioni, e quindi poteva essere vincente anche per la nostra Sagra».

L’artista, nelle sue canzoni e nei videoclip, racconta episodi di mafia, veri o inventati non importa.
«È vero ma a a questo proposito ho fatto inviare al sindaco Carlucci una dichiarazione del manager nella quale il cantante si impegna a escludere dalla scaletta un paio di brani forse un po’ troppo espliciti. Il sindaco ha poi posto la condizione che avrebbe concesso il patrocinio, gratuito, alla manifestazione solo se noi ci impegniamo a proiettare in piazza un filmato che esalta l’impegno della città nella lotta all’illegalità».

Quindi lo proietterete?
«Accetto di proiettarlo ma non nella serata di domenica quando si esibirà De Martino. Al massimo venerdì»

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La replica del rapper su Facebook: un consiglio ai giornalisti...

Di tutta risposta con un video postato sulla sua fan page di Facebook, Daniele De Martino replica alle accuse che puntualmente gli piovono attraverso i social. E stavolta se la prende con i giornalisti a cui rivolge un consiglio: occuparsi non delle notizie brutte, ma delle notizie belle, definendo tali i suoi concerti con sold out, le centinaia si eventi all'anno a cui partecipa, e tutto quello che fa parte della sua "carriera" artistica.

Daniele De Martino dice di occuparsi di tutti e dichiara di essere cattolico e di avere fede in in Dio. Pur senza entrare in polemica con i giornalisti - di cui "rispetta il lavoro" ci tiene a precisare - il cantante invita a non scrivere sempre "queste notizie brutte" per vendere qualche copia in più. E ancora: «Smettetela di dire che faccio parte della mafia, di qua o di là... io faccio parte del mio mondo..le sua canzono sono rivolte a tanti bambini e aggiunge che «tante persone si innamorano con le sue canzoni».

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