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Bari, lidi chiusi e scuole aperte troppo presto: la stagione lunga non esiste

Bari, lidi chiusi e scuole aperte troppo presto: la stagione lunga non esiste

foto Luca Turi

I gestori: mancano anche controlli e bagnini, che si fermano prima del 30 settembre

29 Settembre 2019

Francesca Di Tommaso

La destagionalizzazione dei lidi? Se ne parla nei convegni e nelle tavole rotonde sul turismo a Bari e provincia, ma sono solo parole...

Ai gestori innanzitutto, così come stanno le cose, non conviene. Non a queste condizioni, non in questi termini.

Troppi vincoli e legacci, non sempre e solo burocratici, accusano. E così gli stabilimenti balneari preferiscono chiudere battenti ancor prima della data ultima possibile del 30 settembre, nonostante il sole a picco quasi come ad agosto.

«L'ultima riunione del Sib, Sindacato italiano balneare, si è tenuta l'8 settembre scorso. In pratica, tranne qualche caso sporadico che ha scelto di protrarre l'apertura ma comunque non oltre la seconda domenica del mese di settembre, i lidi del Nord Barese e in generale della provincia di Bari, hanno preferito chiudere il giorno 8, nel primo fine settimana di settembre».

A parlare è Aldo Mortellaro, presidente provinciale Sib.

Ma andiamo per ordine: la stagione, secondo l'ordinanza balneare regionale 2019, copre l'intero anno solare, ma per quanto concerne attività commerciali e accessorie. Invece, per fare il bagno e usufruire dei servizi connessi, gli stabilimenti balneari potrebbero rimanere aperti solo dal 1° maggio al 30 settembre.

Il condizionale è d'obbligo perché nessuno apre il 1° maggio e nessuno «resiste» fino al 30 settembre.

L'eventualità è data dal fatto che questo è il periodo durante il quale avviene il monitoraggio della qualità delle acque, effettuato dall'Arpa, e che garantisce la balneabilità.

E sicuramente, a detta di Mortellaro, i controlli dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente hanno dei costi che lievitano se l’attività dovesse continuare oltre il 30 settembre.

In realtà, fonti Arpa assicurano che il loro impegno, in quanto soggetti regionali, è coordinato con la Regione. Il che vuol dire che, se fare controlli per tutto l'anno viene considerato obiettivo primario per la regione, si individuerebbero senza problemi le risorse per farlo.

Al momento, senza controlli Arpa, niente bagno nel lido.

La forbice però, si restringe poi ulteriormente: le chiusure dei lidi, alla fine, non vanno oltre l'8 settembre, come la stessa riunione del Sib ha confermato.

«Gli stabilimenti, secondo ordinanza, devono in realtà assicurare l'apertura dal primo sabato del mese di giugno alla prima domenica del mese di settembre – spiega Mortellaro –. L'apertura del lido, infatti, è consentita quando garantiamo il servizio di salvamento. Dopo la prima domenica di settembre, però, garantire questo indispensabile servizio, costa. Costa soprattutto se non vengono ammortizzate le spese con gli introiti. Consideri che noi abbiamo mantenuto tariffe invariate dal 2018. Ma lavoriamo soprattutto con gli abbonamenti».

Allora; i bagnini, fuori periodo, costano. E per di più non sono nemmeno disponibili. «Spesso sono studenti che d’estate lavorano come bagnini. - spiega Mortellaro - Hanno brevetti e tutte le carte in regola, ma a settembre riprendono gli studi. Qui da noi, tra l’altro, a differenza dell’Emilia Romagna, non ci sono cooperative comunali di salvamento alle quali si può attingere.

Lì ci sono persone che lavorano tutto l’anno, per esempio con servizio di pulizia spiaggia».

E la cooperativa che per conto del Comune fornisce i bagnini a Torre Quetta e Pane e Pomodoro?
«La cooperativa di Torre Quetta è finalizzata alla gestione delle spiagge comunali, è al servizio del Comune. - risponde il presidente provinciale Sib -. Però potrebbe essere un’idea per il futuro».

A proposito di idee, un'idea imprenditoriale illuminata l'hanno avuta al lido San Francesco alla Rena. «Hanno stipulato un accordo con i tassisti, che accompagnano a prezzi scontati i bagnanti in spiaggia».

Ricapitolando, i concessionari dei lidi denunciano la mancanza di risorse umane qualificate, oltre la prima domenica di settembre, per il servizio di salvataggio.

«Il nostro è un turismo di prossimità, non possiamo mantenere i costi. Sa qual è il paradosso? - racconta Mortellaro –: ieri ed oggi il mio lido è aperto alla balneabilità, ovviamente senza offrire servizi. È affollatissimo, l'acqua consentirebbe bagni fino ad ottobre, io pago comunque un addetto per tenere pulita la spiaggia così come la Tarsu per i bidoni della spazzatura che mantengo per legge in spiaggia. Ma non posso certo far pagare l'ingresso e, anche se avessi il servizio di salvamento, potrei farlo pagare solo fino a lunedì 30».

«Dulcis in fundo»: clienti e gestori lamentano il penalizzante calendario scolastico regionale, che fa riporre già ai primi di settembre costumi da bagno ed occhialini.

Altro che destagionalizzazione a dispetto del nostro clima...

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