Martedì 26 Marzo 2019 | 04:50

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Alla facoltà di giurisprudenza

Bari, «Sexy avances dal professore»: per la Procura il caso è chiuso

Concluse le indagini per il prof. Volpe, chiesta l’archiviazione per l’ex preside

Palazzo Ateneo sito in Piazza Umberto I, 1, 70121 Bari

Palazzo Ateneo di Bari

BARI - Dopo tre richieste di archiviazione, la Procura di Bari, a seguito di ulteriori accertamenti, è tornata sui suoi passi, chiudendo le indagini nei confronti del prof. Fabrizio Volpe, associato di Istituzioni di Diritto privato presso l’Università degli Studi di Bari. Il docente è indagato in relazione a due presunti ricatti di natura sessuale tentati ai danni di altrettante studentesse. La stessa Procura ha invece chiesto l’archiviazione per l’ex preside della Facoltà, il prof. Massimo Di Rienzo, in un primo momento indagato con l’ipotesi di non avere denunciato all’Autorità giudiziaria uno dei due presunti ricatti di Volpe, quando gli venne segnalato dalla prima presunta vittima e dalla madre di lei.

L’inchiesta, ricordiamo, era partita nel 2015 quando una studentessa aveva raccontato prima all’ex preside Di Rienzo, poi in una denuncia vera e propria, ciò che sarebbe accaduto quattro anni prima nella stanza del prof. Volpe alla vigilia del suo esame di istituzioni di Diritto privato. Al termine del colloquio nel quale il prof. Volpe valutò positivamente la preparazione della candidata, e al momento dei saluti, il docente, sempre stando al racconto della studentessa, avrebbe rivolto esplicite avances di natura sessuale. Perché avrebbe covato tutto questo dentro di sé, decidendo di vuotare il sacco su un episodio risalente al 2011? Perché, in occasione di un altro esame di Diritto civile, la stessa studentessa, sempre a suo dire, sarebbe stata ostacolata dallo stesso prof. Volpe il quale sosteneva a suo dire ingiustamente che lei non fosse preparata a sufficienza. «I discorsi del Volpe iniziarono a “turbarmi”, comprendendo che ero entrata in un vicolo cieco, poiché questi avrebbe potuto ostacolare il mio processo universitario spegnendo il mio sogno di laurearmi con il massimo dei voti». Così la studentessa descrive la situazione di assoggettamento in cui avrebbe vissuto, legata alle presunte avances di carattere sessuale connesse allo svolgimento all'esame.
Per la Procura, tutto questo, in un primo momento non risultava riscontrato. Il Pm Antonino Lupo, allora titolare del fascicolo, chiede per tre volte l’archiviazione. E per tre volte l’allora gip del Tribunale di Bari Roberto Oliveri del Castillo dice di no all’archiviazione: la prima senza che ci fossero state opposizioni, la seconda per una questione formale, la terza accogliendo l’opposizione dei difensori che assistono l’unica denunciante, persona offesa nel procedimento. Il giudice, però, in numerosi passaggi aveva censurato la decisione della Procura di voler archiviare la posizione del docente: «Occorrono nuove indagini». E così, agli atti dell’inchiesta finiscono altre testimonianze su presunte ripercussioni psicologiche e rallentamenti nel percorso universitario a seguito del «no» alle lusinghe di Volpe. «Scremando» le testimonianze di diverse ragazze ascoltate, il Pm Marco D’Agostino, che nel frattempo ha ereditato il fascicolo, ha individuato un’altra presunta vittima del docente. Così nei giorni scorsi a Volpe è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini, atto che prelude di solito la richiesta di rinvio a giudizio.

Il prof. Volpe, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse, ribadendo la correttezza dei suoi comportamenti. «Si tratta dei medesimi fatti, addirittura risalenti al 2011 per cui la medesima Procura aveva richiesto, per ben tre volte, l’archiviazione del procedimento per infondatezza. Confidiamo che la stessa infondatezza potrà essere riconfermata al primo vaglio da parte del giudice», commentano gli avvocati Elio Maria Addante e Aldo Regina, che assistono Volpe.
Quanto a Di Rienzo, invece, la Procura ha chiesto l’archiviazione. Non basta una semplice segnalazione o un sospetto per fare scattare un obbligo di avvisare l'autorità giudiziaria. Peraltro, l’ex preside aveva convocato le parti per sentire la versione di tutti e il prof. Volpe aveva negato tutto. Di Rienzo aveva anche affidato la studentessa a dei tutor. Insomma, non era stato affatto inerte rispetto a una segnalazione che, in quel momento, non poteva essere «letta» come una notizia di reato da comunicare all’Autorità giudiziaria. Insomma, per il Pm, il suo operato è stato corretto. Di qui lo stralcio per l’archiviazione.

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