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Caldaie e ascensori nuovi: 6 milioni per le case popolari

E per cisterne e autoclavi un altro milione e 400 mila eruo, «Guerra» ai morosi

Caldaie e ascensori nuovi: 6 milioni per le case popolari

BARI - Sei milioni di euro: è la cifra che sarà stanziata per l’ammodernamento delle case popolari nei quartiei San Pio, San Paolo, Santo Spirito e Santa Rita. Nel dettaglio, saranno realizzati sia lavori di sostituzione delle caldaie e di conversione degli impianti ormai obsoleti e non più funzionanti di tutti gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica del quartiere San Pio, per i quali saranno a disposizione circa 4,5 milioni di euro, sia gli adeguamento degli impianti ascensori, per ottemperare alle norme sulla messa in sicurezza e per l’abbattimento delle barriere architettoniche, degli appartamenti dei quartieri San Paolo, Santo Spirito, Santa Rita e San Pio (1,5 milioni).

La Regione ha infatti comunicato che è ormai imminente il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevederà la ripartizione nelle prossime annualità dell'importo di quasi 62 milioni di euro assegnato alla Puglia nell'ambito del «Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di E.R.P. di proprietà dei comuni e degli istituti autonomi», di cui alla Legge 80/2014, che consentirà appunto di finanziare nel 2019 i due progetti presentati dal Comune di Bari a seguito della partecipazione al bando pubblicato dalla Regione Puglia nel 2015. Si tratta di interventi che si aggiungeranno ad altri prossimi ad essere avviati a San Pio con fondi comunali: la sostituzione integrale delle cisterne idriche e degli autoclavi, per un importo complessivo di 700mila euro, e l’adeguamento degli ascensori, anche in questo caso per un importo complessivo di 700mila euro.

«È la dimostrazione dell’attenzione del Comune - afferma Pierluigi Introna, vice sindaco e assessore a Patrimonio, Edilizia residenziale pubblica ed Emergenza abitativa - verso temi caldi come quello della casa. Ma questa azione si associa a quella di recupero delle morosità. Avere una casa popolare è certamente un diritto, ma è anche un dovere dell’assegnatario pagare il canone minimo e mantenere l’alloggio in condizioni degne. Agire insomma come se i soldi spesi fossero i propri e non quelli dell’Ente. Speriamo di aver dimostratoche l’Amministrazione non solo è attenta alle necessità dei cittadini, ma è anche efficiente. Certo, ci sono complessivamente circa 4mila case popolari, la maggior parte costruita negli anni 80, e la manutenzione non è un’operazione semplice. Ma con questi interventi siamo convintri di poter lenire le sofferenze dei cittadini dando anche decoro agli alloggi». [red.cro.]

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