Lunedì 22 Aprile 2019 | 22:00

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Indagine dal Veneto

Pedofili si scambiavano foto su Skype: retata in tutta Italia anche a Bari

Una persona è stata arrestata: l'inchiesta partita da Roma nel 2013

polizia postale

Erano una trentina gli utenti che si scambiavano in rete materiale pedopornografico scoperti da un’indagine della Polizia Postale del Veneto, che ha portato a perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di otto persone, ora indagate, residenti in varie città italiane. Tra queste un sessantenne di Nuoro, che è stato arrestato per detenzione di una ingente quantità di materiale pedopornografico. Il giro di immagini e file avveniva per lo più tramite la piattaforma Skype.

Si tratta di un’attività che la Polizia postale del Veneto ha avviato dopo le evidenze emerse da un processo scaturito da un’indagine condotta dal servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ancora nel 2013. Attraverso una complessa attività di indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Venezia è stato possibile risalire alle reali identità delle persone che continuavano a scambiare file pedopornografici in rete. Sono così scattate, fra il 3 e il 4 ottobre, le perquisizioni nei confronti di otto soggetti residenti nelle province di Benevento, Pavia, Bari, Bergamo, Milano, Nuoro, Aosta, Livorno e Pesaro. Gli agenti hanno trovato elementi di riscontro in ordine alle responsabilità degli indagati, e uno di loro è stato raggiunto dalla misura cautelare. Sono stati inoltre sequestrati numerosi dispositivi informatici utilizzati per l’archiviazione e la diffusione dei file incriminati.

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