Mercoledì 21 Novembre 2018 | 00:20

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intervista

«Ci siamo risvegliati
in un nuovo Medioevo»

Vendola: il governo? Pieno di uomini della casta

Nichi Vendola, già presidente della Regione Puglia, come commenta le esternazioni sulle famiglie arcobaleno del ministro Fontana?

«Beh, svegliarsi il primo giorno della nuova era grillino-leghista e scoprire che per il governo del cambiamento io e il mio compagno e nostro figlio, come migliaia di altre famiglie arcobaleno, non esistiamo, mi fa comprendere la direzione della svolta annunciata: benvenuti nel nuovo Medioevo».

E sul rifermento al relativismo globale che attenterebbe alla famiglia, cosa replica?

«Mi pare che, con concetti sconnessi e confusi, il ministro stia cercando di mettere in discussione la laicità dello Stato. Le frasi sulla globalizzazione sono parole in libertà, retorica da bancarella».

E tuttavia il nodo della crisi demografica non si può ignorare. Come lo si affronta?

«La crisi demografica europea, particolarmente grave in Italia, è un problema di immensa portata: solo la presenza di migranti ha consentito alle economie e al welfare di non collassare. Se si crede che cacciando i migranti e monetizzando le nascite si potrà invertire il trend della denatalità ci si illude».

Fontana ha legato il tema delle nascite a quello dell’aborto...

«Se si usa questo argomento per colpire la 194, cioè la legge sull’interruzione di gravidanza, allora dovranno mettere in conto la reazione delle donne».

Più in generale, cosa pensa del nuovo esecutivo?

«Penso che il Sud sarà la principale vittima delle scelte di un governo nato per garantire detassazione ai ricchi ed elemosine ai poveri. Se intendono cercare le risorse per il loro contratto nel salvadanaio delle politiche di coesione allora per i meridionali sarà una rapina a mano armata. Se poi troveranno una classe dirigente allegra e saltellante come quella di Emiliano, il gioco gli verrà facile».

La sinistra ha consegnato il M5S alle destre?

«Questa crescente puzza di Anni Trenta sarà per gli elettori grillini motivo di ripensamento. Ma la nuova stagione nasce nella pancia delle politiche di destra fatte dai governi del Pd. Se Salvini e Di Maio sono al potere è tutta colpa di Renzi».

Non le piace proprio nulla dell’intesa gialloverde?

«In questo esecutivo c’è qualche persona perbene e molti ministri da film dell’orrore. La cosa buffa è che ci sono tanti esemplari di razza della casta e dei vecchi regimi. Come se la rivoluzione francese l’avesse guidata Maria Antonietta o la rivoluzione russa l’avesse fatta Rasputin. Ma forse questa è l’epoca dei paradossi».

Infine, da dove passa, secondo lei, il rilancio della sinistra?

«È il momento di imparare dalla psicanalisi: non nasce nulla di nuovo se si procede con la rimozione delle ragioni della propria sconfitta. Occorre ritrovare la bussola della radicalità per riprendere la navigazione».

[l.petr.]

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