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Cibarsi di insetti
a Foggia è già realtà

Già dal luglio scorso il dipartimento di Agraria di UniFg ha licenziato il primo esperimento di alimenti preparati con larve della farina essiccate

farina di insetti

Dal Capodanno appena trascorso è entrato in vigore il regolamento Ue sul «novel food», che dà il via il libera alla produzione ed alla vendita anche in Italia del cibo a base di insetti, ma l’Università di Foggia ha giocato d’anticipo. Già dal luglio scorso infatti il dipartimento di Agraria di UniFg ha licenziato il primo esperimento di alimenti preparati con farine di insetti, larve della farina essiccate nello specifico.
Il lavoro è stato realizzato dal gruppo di ricercatori della prof. Carla Severini, associato di Tecnologie per la produzione di alimenti funzionali e Scienze degli alimenti e nutrizione umana. I docenti hanno forgiato l’impasto di farine di insetti ed altri sfarinati con la stampante 3D. La stampa 3D, nata per produrre oggetti di plastica e utilizzata in medicina per la costruzione di protesi, ad Agraria è stata impiegata, forse per la prima volta in assoluto, per sfornare biscotti dalle forme più originali ed accattivanti.

Magliette, polpi, piccole piramidi di cibo “customizzato”, realizzato cioè in base al Dna del consumatore, per soddisfarne le esigenze specifiche. Si pensi ad anziani con difficoltà di masticazione (facilitati dalla consistenza soffice dell’alimento stampato), oppure ai bambini in fase di crescita (6-11 anni), che hanno problemi a mangiare verdure e legumi: le sostanze di cui ciascuna categoria di consumatore-paziente ha bisogno vengono inserite nel cibo “stampato”, arricchito, secondo le necessità, da una maggiore carica proteica costituita proprio dalla farina di insetti. Nei prototipi realizzati nei laboratori di via Napoli sono presenti anche frutta, legumi, latte in polvere e funghi, cioè fonti di calcio, ferro e vitamina D per garantire un’alimentazione equilibrata con il consumo di quantità adeguate di cibo. Come illustrato anche in pubblicazioni scientifiche internazionali, i ricercatori di UniFg partono dal disegno del prodotto da stampare progettato tramite computer; i dati sulla forma vengono inviati attraverso un software specifico alla stampante, che con il microestrusore che si muove in tre dimensioni crea il biscotto. Scontati gli sviluppi industriali, ma non solo: «Pensiamo soprattutto ad un utilizzo familiare, o per le mense, attraverso stampanti commercializzate come piccoli elettrodomestici» dice la prof. Severini.

L’Ue, con il regolamento appena entrato in vigore, riconosce gli insetti come nuovi alimenti e come prodotti tradizionali di Paesi Terzi. Non poche però le difficoltà da superare: un sondaggio di Coldiretti ha evidenziato che il 54% degli italiani è contrario al cibo a base di insetti, il 24% è indifferente, il 16% è favorevole, il 6% non risponde. Quanto mai varia la scelta delle possibili materie prime e anche dei prodotti già “finiti”: grilli, larve, cimici d’acqua della Thailandia, millepiedi cinesi, ma anche vermi con paprica, curry e sale lanciati dal Belgio sul mercato con il nome di aperinsetti. [a.lang.]

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