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Il pane di Matera
verso certificazione Igp

pane di Matera

di DONATO MASTRANGELO

MATERA - La certificazione Igp, Indicazione geografica protetta, per poter ampliare la base associativa e ritagliarsi nuove significative nicchie di mercato in ambito nazionale ed internazionale. È la partita che il Consorzio pane di Matera Igp sta giocando sullo scacchiere continentale dopo che lo stesso prodotto è stato riconosciuto con il regolamento n. 160/2008 della Comunità europea. Da quella data, tuttavia, prosegue il percorso per la certificazione di qualità. Si è resa necessaria, infatti, una modifica del disciplinare di produzione per adeguarlo alla variazione delle coltivazioni e delle tecniche più rispettose dell’ambiente.
L’iter da parte del Consorzio di tutela del pane di Matera Igp è proseguito con la fase di concertazione con il Ministero delle Politiche agricole (Mipaf). Intanto la Commissione europea ha richiesto alcune integrazioni che il Consorzio ha fornito. Ora si è in attesa del definitivo via libera per riprendere il percorso per il riconoscimento della certificazione, indispensabile per accrescere sui mercati le potenzialità del pane di Matera e consentire allo stesso ente consortile di attuare una serie di interventi come quelli contemplati dal Psr, il Piano di sviluppo regionale.

Il nuovo disciplinare evidenzia, tra gli altri aspetti, la selezione di varietà più produttive e con una diversa composizione della granella. Tutti questi accorgimenti si riflettono direttamente sulla qualità della stessa granella, sulla qualità delle semole e sui prodotti derivati. Nel dicembre 2014 la richiesta, da parte del Consorzio alla Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del Mipaf, della modifica del disciplinare di produzione. Dopo una fase di concertazione e l’audizione pubblica del 15 settembre 2015, pochi giorni dopo il Consorzio inviava il disciplinare di produzione integrato delle proposte emerse in sede di pubblica audizione. Nel frattempo il Mipaf attivava la procedura nazionale di opposizione per recepire eventuali osservazioni, rilevando il 26 novembre 2015 che era pervenuta una segnalazione e richiedendo al Consorzio chiarimenti urgenti. L’ente rispondeva il 1° dicembre dello stesso anno. Il 10 dicembre, quindi, la trasmissione da parte del Mipaf alla Commissione europea della proposta di modifica del disciplinare di produzione del pane di Matera Igp. Dopodiché, nel maggio 2016 il Mipaf comunicava che la Commissione Ue aveva posto alcune osservazioni e il Consorzio rispondeva il 27 maggio fornendo le informazioni del caso. Ma il 13 ottobre il Mipaf rendeva noto di ulteriori osservazioni da parte dei servizi della Commissione europea. Dopo una fase di concertazione il 17 febbraio scorso l’ente consortile ha inviato al Mipaf la documentazione definitiva per cui, una volta che il Mipaf risponderà alle ultime osservazioni della Commissione Ue, dovrebbe finalmente esserci il via libera.

Cauto ottimismo, e non potrebbe essere altrimenti, viene predicato da parte del Consorzio. «Dopo che la Commissione europea aveva richiesto una documentazione integrativa in ordine alla proprietà organolettiche del prodotto – afferma Leo Montemurro, responsabile relazioni esterne – non dovrebbero esserci ulteriori intoppi. Siamo quindi in attesa che ci pervenga la comunicazione ufficiale da parte del Ministero. Potremo così attivare le procedure del caso. L’obiettivo – prosegue Montemurro – è di ampliare la base degli associati guardando anche al territorio provinciale. Il pane di Matera è una eccellenza che gode di notorietà anche al di fuori dei nostri confini e riteniamo che sia un valore da mettere a disposizione dell’intero territorio regionale. Altrettanto significativo è tessere interazioni con le altre filiere agroalimentari lucane sempre secondo una strategia di carattere inclusivo, a tutto vantaggio delle produzioni che fanno leva sulla qualità».

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