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festival dal 14 al 16

«Time Zones Off»
al Pellicano di Bari

Una rassegna dedicata a progetti originali di giovani artisti

«Time Zones Off» al Pellicano di Bari

NICOLA MORISCO

Progetti originali con protagonisti giovani sperimentatori, che non trovano il giusto spazio per divulgarli. È l’idea di «Time Zones off», in programma dal 14 al 16 al Pellicano di Bari, una mini rassegna diretta dall’artista Tommaso Liuzzi che anticipa la XXXI edizione del festival Time Zones, diretta da Gianluigi Trevisi, la cui inaugurazione ufficiale, venerdì 21 al teatro AncheCinema Royal, è affidata al pianista barese Emanuele Arciuli con il progetto «American Landscapes in bianco e nero per 5 tastiere».

Nei tre giorni di «Time Zones off» saranno impegnati: i tedeschi Max & Laura Brown e la chitarrista barese Simona Armenise (venerdì 14), il trio italo - tunisino Achref Chargui Trio e Superfreak, al secolo Giuseppe Laricchia, (sabato 15) e Mondegreen (domenica 16).

S’inizia, venerdì 14, con i tedeschi Max & Laura Braun, duo che propone un intreccio di esaltante e, allo stesso tempo, malinconica musica. Il nuovo materiale dei due fratelli, racconta delle lotte e dei piaceri di una generazione che si lascia indietro la gioventù, il passare del tempo e le sue tracce. Col loro folk-pop, la voce chiara e tenera di Laura e le armonie di Max, mescola fingerpicking di chitarre acustiche, il banjo, il sognante pedal steel, il vibrafono, il contrabbasso e le sottile percussioni.

Ad aprire la serata Simona Armenise, diplomata in chitarra classica al Conservatorio «Niccolò Piccinni» di Bari, che propone brani tratti dal suo doppio album Oru Kami, tra rock, jazz, elettronica e improvvisazione più radicale. Nella seconda serata, sabato 15, ci sarà l’atteso concerto del tunisino Achref Chargui (oud), con Piero Spitilli (contrabbasso) e Jacopo Andreini (batteria). La loro musica si basa sulle armonie della musica classica araba, i ritmi del bacino del Mediterraneo mescolati col rock e l’improvvisazione di stampo jazzistico. Il nuovo album Tajalyyat, registrato da Andrea Caprara con l’artwork di Gigi Fagni, scava ancora più a fondo negli elementi che delineano la musica del trio. Se le strutture sono lavorate in maniera molto dettagliata, gli spazi solisti sono molto più liberi di prima per creare una musica senza frontiere e senza tempo. Il concerto del Achref Chargui trio, sarà aperto da Superfreak, che propone uno stile musicale tra Violent Femmes, Modern Lovers e Daniel Johnston.

La serata conclusiva, domenica 15, è affidata al norvegese Dylan Mondegreen, al secolo Borge Sildnes, uno dei grandi talenti scandinavi e del pop indipendente che propone i brani tratti dal suo ultimo disco omonimo. La familiarità col guitar-pop di Sildnes è immediata: le soavi variazioni d’archi, le punteggiature di glockenspiel, gli accompagnamenti vocali femminili trasportano in un mondo di affetti domestici. È, comunque, l’indie-pop il punto di riferimento di Borge, se si guarda alle direttrici melodiche della sua opera, sempre improntata a un’emozionalità pensierosa, a un protendersi ansioso dell’anima.

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