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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Ecco Taranto
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la Grande guerra

«La mostra intende riportare alla memoria dei più giovani quei milioni di italiani che 100 anni fa furono protagonisti degli eventi storici»

mostra a taranto sulla prima guerra mondiale

di MARISTELLA MASSARI

TARANTO - Tre anni per ricordare e commemorare uno dei periodi più tormentati e allo stesso tempo carichi di speranza nel futuro. 1915-1918, sono gli anni del centenario della Grande Guerra, quella Prima Guerra Mondiale da cui l’Italia uscì, non senza lutti e tragedie, vincitore. A quel prezzo? Che tipo di nazione era quella che oggi, a cento anni dal conflitto ci sembra così eticamente e moralmente lontana? Chi erano i diciottenni mandati a morire nelle trincee sulle Alpi per difendere i confini e il giovane Tricolore?
Per rispondere a queste domande ci viene in aiuto l’Esercito italiano che, nell’ambito delle manifestazioni relative alla commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, ha allestito e sta portando in giro per l’Italia, una mostra itinerante curata dallo Stato Maggiore, attraverso il suo ricchissimo di testimonianze preziose Ufficio Storico.

La mostra, dal titolo «La Grande Guerra. Fede e Valore», racconta, attraverso immagini, cimeli e pannelli didattici, i tragici episodi avvenuti nel primo conflitto mondiale. Dopo Bari e Molfetta, la bella iniziativa dell’Esercito, arriva sullo Jonio per essere ospitata dall’Archivio di Stato di Taranto, integrando la ricca documentazione proposta dall’Istituto con la mostra «Tutti per la Patria !», inaugurata nel maggio scorso, con la preziosa collaborazione dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e la generosa disponibilità di numerosi prestatori privati. Il taglio del nastro, questa mattina alle 11 nei saloni di via Di Palma, è affidato al generale Mauro Prezioso, comandante dell’Esercito in Puglia e alla insostituibile Ornella Sapio, direttrice dell’Archivio di Stato di Taranto.

È lo stesso generale Prezioso a spiegare alla Gazzetta contenuti e finalità dell’iniziativa. «La mostra - dice -, intende riportare alla memoria dei più giovani quei milioni di italiani che 100 anni fa furono protagonisti degli eventi storici. La Grande Guerra è stata una guerra di popolo, dove tutti gli italiani hanno fatto la propria parte dimostrando di essere eroi nel loro agire e nel loro essere».
Il tema della Grande Guerra anche quest’anno è stato centrale ed ha caratterizzato il calendario dell’Esercito. «Ideato, prodotto e realizzato interamente dallo Stato Maggiore dell’Esercito - spiega il generale Prezioso -, è dedicato a tutti gli italiani che hanno contribuito e partecipato alla Grande Guerra. Furono milioni i soldati che chiamati alle armi nel Regio Esercito, contribuirono alla vittoria. Erano contadini, operai, intellettuali, artisti, uno spaccato dell’intera società del periodo che visse con e nell’Esercito il primo grande momento di unità nazionale. Scorrendo nelle pagine del calendario si arriva al mese di dicembre dedicato agli eroi senza medaglia. Ad esempio di tutti è stato rappresentato il sergente Zampini, un combattente senza medaglia tra i milioni che hanno compiuto gesta di grande valore. A dimostrazione che non è necessaria una medaglia per essere considerato un eroe».

Nella mostra ci sono anche alcuni documenti importanti sul ruolo delle donne durante la guerra. «Dal secondo anno di conflitto fu necessario sostituire nelle città gli uomini inviati al fronte con le donne, le quali si trovarono così a svolgere per la prima volta lavori maschili come conduttrici di tram, postine, casellanti, operaie. Notevole fu il contributo prestato come infermiere volontarie».

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