«Spiegare Los Angeles non è semplice: non solo i bagliori delle stelle sulla Walk of Fame o la scritta gigantesca più famosa al mondo, "Hollywood". A Los Angeles c'è una sorta di quiete apparente, il tempo sembrain un vicolo di stasi perpetua, i tramonti hanno un non so che di fatato, infinito, sognante, molto diversi dalle cartoline». Così il cantautore tarantino Cristiano Cosa racconta alla Gazzetta l'atmosfera della California, che ha accolto le prime date del tour di presentazione dell'ultimo album, «Cosa sono io». Non è la prima volta che l'artista, classe 1995, ha a che fare con gli Stati Uniti, che sono parte integrante della sua carriera costruita a stretto contatto con la LuckyHorn Entertainment. Ma mentre il suo viaggio artistico aveva conosciuto profondamente New York, ora è stata Los Angeles ad accoglierlo, da Florence all'Intuit Dome Arena (stadio della squadra NBA dei Los Angeles Clippers), prima di continuare il giro di palchi in Italia: domani, 4 aprile, nella sua Taranto allo SpazioPorto, in full band; poi il 24 a Bari, da Prinz Zaum. Oltre la Puglia, il 7 maggio sarà a Roma, all'Asino che Vola (con la speciale partecipazione d Roberto Angelini), il 24 all'Ostello di Milano, per tornare il 27 luglio a casa, a Grottaglie, per il Cinzella Festival, in apertura a Niccolò Fabi. «Los Angeles è una meta lontana dalla frenesia di una New York che corre all’impazzata - continua - si prende i suoi tempi, anche se questo significa affogare nel traffico. C’è la follia tangibile e disperata nelle strade più periferiche, miscelata con lo sfarzo spiattellato sui marciapiedi di Rodeo Drive. La teoria dei poli opposti. La lucentezza delle verdi siepi perfettamente tosate di Beverly Hills e le case di legno che sembrano frutto di un set cinematografico per rappresentare la realtà. Dopo una sosta allo storico Whisky a Go Go, palcoscenico di Doors e Guns’ N Roses, ho vissuto una settimana alla ricerca del piacere musicale. Una sera in particolare, mentre cantavo e suonavo il pianoforte verticale del Florence di West Hollywood, la cantante americana Shelea si è avvicinata alla mia postazione iniziando ad intonare "Besame Mucho". Magia. E poi l’Intuit Dome, dove ho cucito per l’occasione un medley italiano prima di una partita di basket in cui si celebrava privatamente l’incontro tra comunità. Questo interminabile viaggio, terminato con un volo di ritorno di ben dodici ore, mi ha dato una spinta inaspettata per tornare in Italia e raccontare tutta la mia esperienza, attraverso la forma che conosco meglio: le canzoni». «Cosa sono io» è il risultato di un lavoro durato oltre due anni e mezzo che riflette una ricerca esistenziale profonda, domande a cui si risponde guardandosi dentro e intorno. Prodotto da Francesco Gaudio, è stato registrato fra Taranto e il Salento: «Lo spettacolo che sto preparando è impregnato di momenti che ripercorrono le tappe della mia storia e come potevo non partire dalla mia Itaca? Taranto, l’isola da cui tutto è incominciato - conclude - Qualcuno non ci crederà, ma ci sono analogie tra Taranto e Los Angeles: lo skyline, le spiagge immense e i colori tenui. C’era sempre qualcosa che mi riportava alla mia origine. Col vento in poppa e una voglia matta di esplodere proseguirò verso le rotte centrali: Roma, Bari, Milano. E forse altri approdi. Alla ricerca di una risposta a quella domanda che ci si pone davanti a se stessi: Cosa Sono Io».
«Cosa sono io»: il ritorno sul palco con l'album del cantautore che ricorda i giorni a Los Angeles tra incontri musicali inaspettati, medley improvvisati e la scoperta dei contrasti della terra di Hollywood
Venerdì 03 Aprile 2026, 04:31
















