Nuovo singolo per il cantautore salentino, tra le voci più interessanti del panorama moderno: «È un onore avere Noemi nel brano, è bello che oggi gli artisti pop, e non solo quelli rap, abbiano capito che unendo le forze si può promuovere un movimento»
Mercoledì 01 Aprile 2026, 08:45
Lasciar andare un amore non è mai semplice: essere tutto e diventare improvvisamente estranei, tra gelosia e malinconia. Eppure anche senza lieto fine, possono rimanere addosso belle sensazioni. È l’atmosfera di «Farfalle (nello stomaco)», nuovo singolo del cantautore salentino Cioffi in duetto con Noemi, voce tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano. Una collaborazione che per Andrea Cioffi, originario di Galatina ma ormai tra le penne e le voci più affermate del panorama pop nazionale, è un sogno realizzato: «Ero a Monticelli Pavese in una sessione di scrittura con un po’ di amici, ho sentito che in questo brano c’era qualcosa di magico, e abbiamo immaginato fin da subito una voce femminile - racconta alla Gazzetta - che desse forza al ritornello e creasse un dialogo nelle strofe. I suoni erano un po’ black soul e gospel, mi è venuta subito in mente Noemi: la stimo profondamente, siamo riusciti a farle ascoltare il brano e ha scelto di interpretarlo. Era dicembre, per me è stato un grande onore, quasi un regalo di Natale». E gli fa eco la stessa Noemi: «Incontrare Cioffi e cantare in un suo brano è stato davvero stimolante. Amo mettermi in gioco e confrontarmi con nuovi artisti, ogni incontro è un'occasione per imparare e crescere, sia artisticamente che umanamente. “Farfalle" mi ha colpita fin dal primo ascolto: è intensa, sincera, sono stata molto felice di unire la mia voce alla sua in questo pezzo».
La carriera di Cioffi da tempo va a gonfie vele, ma anche se ha lasciato la Puglia e vive a contatto con la discografia nazionale (ha aperto concerti di Fabrizio Moro, The Kolors, Irama e molti altri, oltre ad aver collezionato una serie di singoli virali), ha mantenuto un rapporto strettissimo con la famiglia, e non ha perso neanche un po’ il suo accento salentino: «La mia famiglia è tutto, i miei amici di sempre vivono ancora lì, abbiamo un confronto quotidiano». Ed è proprio grazie alla famiglia che è nata la passione per la musica: «Quando avevo 13 anni, mia sorella mi ha regalato una chitarra classica, era in offerta al supermercato. Non è stato un colpo di fulmine, a quell’epoca avrei preferito giochi per la Playstation. Poi un giorno ho cercato qualche video-tutorial su YouTube per imparare a suonare delle cover, l’ho presa in mano e non l’ho più lasciata, tanto che nel 2010 sempre mia sorella scriveva su Facebook che suonavo e cantavo ininterrottamente tra cucina e salotto, e lei e mamma non sapevano più come farmi stare zitto (ride, ndr.)».
Le prime canzoni, invece, le ha scritte un po’ per rivalsa personale: «Ho cominciato parlando di me - continua - non mi è mai mancato nulla ma era come se volessi dire “esisto anch’io”. Oggi ho un approccio diverso, parlo di storie in generale. in genere osservo ciò che mi circonda e prendo nota sul telefono». Lo aspetta un’estate ricca di musica, palchi, «è la mia stagione preferita», conclude. E visto che il suo percorso sembra procedere nel migliore dei modi, gli chiediamo con chi gli piacerebbe ancora collaborare, anche pescando da altre generazioni: «Intanto è bellissimo che finalmente anche gli artisti pop abbiano iniziato a lavorare insieme - confessa - prima era un po’ una prerogativa del mondo rap, invece forse si è capito che vale la pena unire le forze per promuovere un movimento. Mi sento onorato del duetto con Noemi, è un sogno realizzato: andando avanti mi piacerebbe anche solo conoscere Celentano, Renato Zero, Venditti».















