Con il remix ufficiale di «He’s The Greatest Dancer» delle leggendarie Sister Sledge, il dj di origini lucane Nico Zandolino mette mano a uno dei pilastri assoluti della disco music mondiale. Un’operazione tutt’altro che semplice, delicata e rischiosa per definizione, che riesce pienamente grazie a una combinazione di rispetto per l’originale, visione artistica e una solida identità sonora.
Il groove iconico delle Sister Sledge resta il cuore pulsante del brano, intatto nella sua essenza e immediatamente riconoscibile, mentre la produzione viene proiettata con naturalezza nel presente attraverso un sound elegante, energico e profondamente club-oriented. Zandolino non stravolge, non cancella e non sovrascrive: sceglie invece di valorizzare il materiale originale, lavorando su texture, dinamiche e ritmo per renderlo perfettamente compatibile con le piste contemporanee.
Non c’è nostalgia fine a sé stessa, ma una rilettura moderna e consapevole, capace di dialogare con il pubblico di oggi senza perdere il legame con la storia della disco. Il remix funziona come un aggiornamento stilistico che conserva la memoria del passato, evitando qualsiasi effetto museale o celebrativo fine a sé stesso.
Nico Zandolino, DJ e producer italiano tra i più quotati del momento, reduce dal successo internazionale di «NON FERMARTI (Take Your Time)» — attualmente presente in tutte le maggiori club chart europee — dimostra ancora una volta la sua capacità di muoversi con equilibrio tra heritage e contemporaneità. La sua cifra stilistica emerge proprio nella capacità di rispettare i classici senza rinunciare a una visione personale, riconoscibile e coerente con il linguaggio della club culture attuale.
Questo remix non cerca di sovrastare l’originale, ma di accompagnarlo in una nuova epoca: un vero ponte tra passato e presente, pensato per DJ set house, nu-disco e club contemporanei. Un’operazione che riesce a far ballare nuove generazioni senza mai perdere il rispetto per un brano leggendario, dimostrando come i grandi classici possano continuare a vivere, trasformarsi e parlare ancora al presente.
















