Giovedì 02 Aprile 2026 | 20:35

La Settimana Santa a Taranto: l’Addolorata e gli «sdanghieri» nella notte del padre e del figlio

La Settimana Santa a Taranto: l’Addolorata e gli «sdanghieri» nella notte del padre e del figlio

La Settimana Santa a Taranto: l’Addolorata e gli «sdanghieri» nella notte del padre e del figlio

 
francesco casula

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francesco casula

Da sempre i Riti sono considerati un dono che le generazioni si tramandano, ma ci sono momenti in cui quella storia si condivide. Giuseppe e Vincenzo condivideranno il sacrificio del cammino

Giovedì 02 Aprile 2026, 14:28

Di padre in figlio, ma anche padre e figlio. Insieme. Da sempre i Riti sono considerati un dono che le generazioni si tramandano, ma ci sono momenti in cui quella storia si condivide. Spalla a spalla con i cappucci calati sul volto oppure insieme sotto la stessa statua. È l'esperienza che vivranno tra poche ore Giuseppe Musciacchio e suo figlio Vincenzo: a mezzanotte sulle loro spalle nazzicherà la statua dell'Addolorata. Padre e figlio porteranno il simulacro della Vergine tra la sua gente, nei vicoli della Città vecchia e sulle strade del Borgo umbertino.

Classe 1977, Giuseppe compie quest'anno 40 anni di iscrizione alla congrega dalla mozzetta nera. È figlio d'arte anche lui: suo padre Vincenzo (proprio come il nipote) è confratello dal lontano 1953. Una famiglia nata e cresciuta nell'isola: Giuseppe ha respirato Settimana Santa fin dall'infanzia. Ha indossato per la prima volta la mozzetta nel pellegrinaggio dell'Addolorata del 1994: una semplice “posta” poi crescendo ha legato sempre di più il suo nome ai Riti.

Con i sacrifici nel 2012 si è aggiudicato per la prima volta le sdanghe: quell'anno insieme con il fratello Saverio ha sorretto sulle spalle il simulacro più amato da confratelli e tarantini. E poi ancora poco dopo: il 2014 fu speciale perchè per la prima volta nella storia tre fratelli indossarono l'abito di rito per nazzicare l'Addolorata. A Giuseppe e Saverio si aggiunse anche Luca, il minore dei tre. E proprio perché il legame si tramanda tra le generazioni, col tempo è venuto anche il turno del giovane Vincenzo. È confratello dal 2024, ma la sua esperienza è iniziata molto prima. C'era già nel 2013: a soli quattro anni, il più piccolo di sempre, ha nazzicato portando al collo le “pesàre”. Fu come un sigillo frammisto di fede, devozione e tradizione familiare che non lo ha più lasciato. Quelle pesàre le ha ritrovate in altri pellegrinaggi: nel 2015, nel 2016 e nel 2017.

Oggi Vincenzo ha 17 anni ed è cresciuto a pane e riti. «La prima immagine che ho della Settimana Santa – racconta il giovanissimo sdanghiere – è proprio mio padre che porta la Madonna: oggi l'idea di condividere quel cammino con lui è indescrivibile. So di essere fortunato, molto fortunato: aggiudicarsi le sdanghe è il sogno di quasi tutti e per questo voglio vivere questo pellegrinaggio in comunione con tutti». Nella sua mente i pensieri si affastellano: «Sono emozionato, non chiudo occhio dalla Domenica delle Palme: penso sempre al momento in cui comincerà tutto. A cosa penserò in quelle ore? A tutto credo: a tutto ciò che mi ha fatto stare bene in questi anni, ma anche a tutto quello che mi ha fatto soffrire. Penserò alla mia famiglia, a mio cugino Federico». La voce di Vincenzo si ferma quando ricorda il cuginetto scomparso qualche tempo fa a soli 3 anni: Federico Musciacchio era affetto da Sma di tipo 1 e l'acquisto di un farmaco da milioni di euro mobilitò un'intera città. Una ferita che tutta la famiglia porta ancora dentro di sé. E come spesso accade, le sofferenze sono affidate a Maria, madre dei dolori: il legame con la congrega dell'Addolorata, forse, è più forte anche per questo.

A mezzanotte, quando sul sagrato l'Addolorata comincerà a nazzicare sulle note di “A Gravame”, un'intera famiglia rinnoverà il sacrificio. Non solo quella di sangue: sotto le sdanghe ci saranno anche alcuni membri della famiglia Caso, con cui i Musciacchio sono legati da sempre. E forse non è una combinazione pensare che anche in questa famiglia ci sia stato un altro giovane sdanghiere: anche Tonino Caso, fratello di Peppino “Gesù Cristo” portò la Madonna giovanissimo ad appena 19 anni. Ma stanotte, per la prima volta nella storia, un padre e un figlio 17enne saranno due sdanghieri. Uno accanto all'altro. A guardarsi, per comunicare senza parole: basta uno sguardo, un gesto. E poco importa che la pioggia minacci di disturbare il pellegrinaggio: una famiglia si ritrova vicina, fuori dal tempo e dallo spazio. Tra qualche ora padre e figlio, ma anche fratelli e amici fraterni, rinnoveranno una tradizione. E segneranno il loro legame. Per sempre.

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