Sono 16 le condanne chieste per altrettanti imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato dopo il loro coinvolgimento nell’inchiesta della Dda di Lecce relativa al traffico di droga sull’asse Ginosa Bologna. Al termine della sua discussione, il pm dell’Antimafia Milto De Nozza che ha coordinato l’inchiesta, ha formulato la pena più elevata a 20 anni di carcere per Donato Branca che per gli inquirenti aveva rivestito il ruolo apicale nell’associazione dedita allo smercio di droga e che risponde inoltre di “caporalato”. Chiesta una pena a 10 anni di reclusione per l’imputata Patrizia Mangialardo, moglie di Branca, che si sarebbe incaricata di suddividere la sostanza stupefacente e venderla al dettaglio. Dieci anni formulati anche per Francesco Covella, Antonio Bitritto, Sabato Albano, Bartolomeo Carone e Alessio Matarrese. È invece di 8 anni la condanna espressa per Rosario Madio e per i due nuovi collaboratori di giustizia Sabino Pace e Giuseppe Renna. Per i restanti imputati le condanne chieste vanno da un massimo di 5 anni a un minimo di 4 anni di reclusione. Per gli altri 5 imputati coinvolti nell’inchiesta, solo in 3 hanno scelto di affrontare il dibattimento, mentre due hanno optato per altro rito alternativo previsto.
Oltre al traffico di droga, come anticipato, Branca risponde di intermediazione e sfruttamento illecito del lavoro per aver reclutato lavoratori nei campi. I braccianti agricoli, secondo gli investigatori, erano stati prelevati da alcuni comuni del Tarantino e piazzati nei terreni di diversi imprenditori, lavorando spesso in nero per molte ore al giorno. Paga che in molti casi era stata «compensata con forniture di droga precedentemente effettuate dai lavoratori sfruttati».
Il blitz di maggio 2025 dei carabinieri del Reparto operativo di Taranto in cui scattarono 13 misure cautelari – 2 agli arresti domiciliari e 11 in carcere – è stato l’epilogo di una lunga indagine da cui sarebbe emerso un ingente traffico di marijuana, eroina, hashish e cocaina da destinare oltre che alle piazze di Ginosa, anche a Montescaglioso, nel Materano, e persino a Molinella nel Bolognese.
Nella prossima udienza, prevista per la giornata odierna, la parola passera ad alcuni dei difensori che compongono il collegio difensivo e tra questi gli avvocati Francesco Caprioli, Arcangelo Divitofrancesco, Marino Galeandro, Fabrizio Lamanna, Leonardo Pugliese, Giuseppe Valente e Cristiano Rizzi.














