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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il sit in

Emergenza abitativa a Foggia: i cittadini protestano in Prefettura

Mamme e papà scendono in strada armati di striscioni per chiedere spiegazioni al Comune

FOGGIA - I cittadini scendono in piazza per protestare contro l'emergenza abitativa di Foggia. Sit in con tanto di striscioni in Prefettura. La protesta arriva dopo il rinvio a data da destinarsi, comunicato in modo scarno e senza alcuna spiegazione, dell’incontro previsto a Bari lo scorso giovedì 17 gennaio, presso gli uffici dell’assessorato regionale all’Urbanistica, e dedicato ad affrontare i temi dell’emergenza abitativa e del Piano di recupero in zona. Ecco le mamme e i papà che con tanto di slogan assediano le strade in cerca di una spiegazione da dare ai loro figli. 

La Regione Puglia metterà a disposizione della comunità foggiana un suolo di due ettari dove saranno realizzati 150 alloggi, tra residenza pubblica e residenza con canone calmierato, per far fronte all’emergenza abitativa a Foggia». Lo ha assicurato l’assessore regionale alle Politiche abitative, Alfonso Pisicchio, che questa mattina ha partecipato ad un tavolo tecnico in prefettura a Foggia.
«Le risorse ci sono - ha precisato Pisicchio - ammontano tra i 15 ed i 18 milioni di euro. Nell’immediatezza saranno messi a disposizione dei foggiani 18 alloggi e partiranno le verifiche degli aventi diritto».


Secondo il sindaco di Foggia, Franco Landella, sono oltre cento le famiglie che vivono situazioni emergenziali. Nello specifico: 50 famiglie abitano nei container di via San Severo, 34 famiglie in quelli del Campo degli Ulivi alla periferia della città e alle 10 nel campo Rom di Arpinova, a pochi chilometri da Foggia. A queste - sempre secondo Landella - vanno aggiunte altre 11 famiglie che occupano un immobile pericolante in via Rodi Garganico, per il quale un anno fa lo stesso sindaco ha firmato una ordinanza di sgombero non ancora eseguita e i 15 nuclei familiari alloggiati nella caserma «Oddone» e che, dopo il pronunciamento del Tar, a metà febbraio, dovranno liberare i locali.

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