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In Puglia e Basilicata

La cerimonia

Monopoli dedica una piazza al capitano Enrico Levi

Cala Fontanelle come la «Porta di Sion», i primi ebrei di Israele partirono da qui. O meglio, come venne detto in codice dal Mossad le Alia Bet «la prima rondine» dopo la seconda guerra mondiale nacque nel porto di Monopoli

08 Agosto 2022

Donato Menga

MONOPOLI - Cala Fontanelle come la «Porta di Sion», i primi ebrei di Israele partirono da qui. O meglio, come venne detto in codice dal Mossad le Alia Bet «la prima rondine» dopo la seconda guerra mondiale nacque nel porto di Monopoli. E furono 35 ebrei e 2 marinai monopolitani di cui non si conosce ancora il nome, a dirigere la prua verso oriente in quel fatidico 21 agosto del 1945. In gran segreto, con al timone il capitano Enrico Levi (1918-2007).
Un viaggio misterioso, sotto copertura, che probabilmente portò in Medio Oriente (Haifa) i primi fondatori del nuovo stato di Israele con un peschereccio costruito interamente nell’area dei cantieri navali, inizialmente con il nome di Sirio, varato alla presenza dell’allora vescovo Gustavo Bianchi, di tanta gente, del costruttore, la famiglia Dormio, di un ufficiale sionista, dello stesso Levi e di una sua collaboratrice. Il classico lancio della bottiglia di spumante sullo scafo e poi la discesa in mare. Ma la notte del 21 agosto il peschereccio cambiò il nome in Dalin, un nome in codice che significa in albanese «esci» e in arabo è sinonimo beneaugurante di buona genitorialitá.

Salpò in gran segreto da Monopoli diretto alla costa del futuro stato di Israele. Ed è a questo eroico capitano Levi, che è morto nel 2007 ad Haifa, il cui nome è nel «Giardino dei giusti di Israele», che nei giorni scorsi è stato dedicato il parcheggio di Cala Fontanelle, alla presenza delle autorità civili e religiose, del sindaco Angelo Annese, dell’assessore alla Cultura Rosanna Perricci, del Vescovo della diocesi Conversano-Monopoli mons. Giuseppe Favale e del comandante della capitaneria di Porto Elisa Giangrasso.

A seguire l’inaugurazione della mostra fotografica e la pubblicazione delle ricerche «Exodus - Le dossier Levi» nella biblioteca «Prospero Rendella», che sono il frutto di un impegno decennale che successivamente alla scoperta di questa incredibile storia ad opera dell’architetto Nicola Napoletano, hanno visto anche l’impegno, per ricostruire i tasselli del rocambolesco viaggio del Dalin, da parte di Michele Lafronza e del, purtroppo compianto, dirigente scolastico Vito Intini. Varie conferenze in Italia e all’estero hanno riaperto un varco su questa storia incredibilmente dimenticata che ha avuto il proseguo da La Spezia da dove dall’estate del 1945 alla primavera del 1948 partirono per la «Terra promessa» oltre 23mila ebrei scampati ai lager nazisti.
L’operazione Exodus iniziata da Monopoli entrò nel vivo con la città ligure che per questo nel 2006 meritò la medaglia d’oro al merito civile. «È lo stesso riconoscimento a cui ambiamo anche noi come città» spiega Lafronza che aggiunge un dettaglio frutto del ricordo dell’armatore Giuseppe Dormio recentemente scomparso «don Peppino Dormio mi disse che secondo lui la partenza era avvenuta in gran segreto non dal porto di Monopoli, ma dalla spiaggia di cala tre buchi dove i fuggiaschi arrivarono alla spicciolata e in gran segreto, radunati a bordo dall’eroico capitano Enrico Levi».

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