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In Puglia e Basilicata

GLI EVENTI DI ARTE

Lecce, al Complesso «San Giovanni» nella 167 il parco delle sculture

E l'ex Chiesa di San Francesco della Scarpa aspetta le «visioni» contemporanee di «Deflections»

26 Maggio 2022

Redazione online

LECCE - Le sculture e l'arte contemporanea. Lecce si evolve, si trasforma e brilla di bellezza. L'esempio attraverso due prossimi eventi. Il primo riguarda un grande parco, accanto alla chiesa di San Giovanni Evangelista – progettata da uno dei maestri dell’architettura contemporanea, Franco Purini, e arricchita da un portale e da altre importanti opere di un padre nobile dell’arte italiana contemporanea, Mimmo Paladino –, che da venerdì 27 maggio 2022 sarà al centro della vita del quartiere 167 B e di tutta la comunità di Lecce. Don Gerardo Ippolito, parroco di questa comunità, ha immaginato un polmone verde, con panchine e altre zone comfort che con il tempo potranno ospitare attività ricreative e culturali. Tra queste, già in occasione della presentazione al pubblico del progetto, anche un parco sculture. E siamo lieti che don Gerardo si sia rivolto al Polo biblio-museale di Lecce, con cui già da tempo dialoga e opera, per concepire insieme un vero e proprio parco in progress di sculture contemporanee. 

Tutto questo si deve alla fondamentale generosità degli artisti, che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi installeranno i propri lavori all’interno del grande giardino a cielo aperto. Sarà infatti uno spazio in cui poter approfondire l’arte e i suoi linguaggi. «Siamo felici di questa nuova collaborazione con don Gerardo – ha commentato Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce–, poiché siamo convinti che l’impegno di un museo del territorio come il Castromediano debba essere sempre più attivo nei confronti delle progettualità e delle necessità che il Salento richiede». Gli artisti pugliesi Nicola Genco e Giuseppe Zilli hanno già installato i propri lavori, visibili sin da venerdì 27 maggio, mentre altri protagonisti dell’arte contemporanea del territorio, e non solo, hanno già ribadito la propria collaborazione a questo progetto. Tra questi, Antonio De Luca, Daniele Dell’Angelo Custode, Marco Mariano, Enrico Muscetra e Salvatore Spedicato.  

Aspettando la mostra «Deflections»

Cinque artisti contemporanei. Cinque diverse angolazioni. Cinque deviazioni visive. Si intitola «Deflections» la mostra che sarà inaugurata sabato 4 giugno 2022, alle 19, nell’ex chiesa di San Francesco della Scarpa, a Lecce. Ideata e curata da Giacomo Zaza, in collaborazione con la Galleria Tiziana Di Caro di Napoli, patrocinata dalla Provincia di Lecce e dal Polo Biblio-Museale Castromediano, «Deflections» è un percorso che segue molteplici direttive e mette in campo una nuova relazione tra spazio e produzione artistica. Attraverso tecniche diverse, i cinque autori compiono autentiche «deviazioni» con le quali ci restituiscono frammenti di mondo, di esperienze, di contemporaneità. Nella continua rincorsa tra reale e virtuale, l’arte esplora e deforma situazioni, sentimenti, contesti.

Antonio Della Guardia di Salerno; Shadi Harouni di Hamedan (Iran); Glenda Leòn, La Habana (Cuba); Paola Mancinelli di Taranto; Lina Selander di Stoccolma (Svezia), sono i cinque artisti che con le loro opere renderanno unica la chiesa sconsacrata nel cuore del capoluogo salentino. «Ad ogni artista corrisponde una deviazione cognitiva e visiva – spiega Zaza, il curatore della mostra - ciascuna deviazione ci allontana dai campi abituali, che oggigiorno possiedono un elevato tasso di mediatizzazione schematizzante, e ci avvicinano a immagini nate dall’esplorazione, dal racconto, dalla negoziazione. Immagini che possiedono implicazioni culturali e politiche».

Antonio Della Guardia sviluppa un’indagine sui condizionamenti imposti dalla sfera del lavoro sul corpo; Shadi Harouni adopera molteplici tecniche da scultura a video; Glenda Leòn nel video «Hablando con Dios» affronta la tecnologia come fenomeno contemporaneo; Paola Mancinelli elabora la visione ne «La nostalgia del nome, 2022»; Lina Selander propone l'installazione «The Weight of Images». Elemento non secondario della mostra è il contesto in cui si svolge. La struttura iconografica e architettonica dell’ex chiesa di San Francesco della Scarpa contribuisce in modo sostanziale al mutamento della stessa percezione delle opere d’arte.

 

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