Mercoledì 22 Aprile 2026 | 03:32

Bisceglie, l’ultimo abbraccio a Patrizia Lamanuzzi: lacrime e palloncini ai funerali della 54enne uccisa dal marito FOTO

Bisceglie, l’ultimo abbraccio a Patrizia Lamanuzzi: lacrime e palloncini ai funerali della 54enne uccisa dal marito FOTO

Bisceglie, l’ultimo abbraccio a Patrizia Lamanuzzi: lacrime e palloncini ai funerali della 54enne uccisa dal marito FOTO

 
Redazione online (Foto Donato Fasano)

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Redazione online (Foto Donato Fasano)

Chiesa gremita e città ferma per i funerali della 54enne uccisa dal marito il 15 aprile. In volo 54 palloncini rossi al termine della cerimonia

Martedì 21 Aprile 2026, 17:14

18:31

«Sei stata una mamma che ha vissuto per la famiglia e siamo certi che avresti continuato a farlo e avresti dato te stessa come sempre hai fatto, con tutto l'amore. Desideravi sempre aiutare in ogni modo ogni persona e la gente qui presente ne è la dimostrazione. Grazie per averci donato e insegnato la vita».

Sono le parole che Mauro ed Elia hanno dedicato, al termine del funerale alla loro madre, Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni uccisa dal marito a Bisceglie, nel nord Barese, lo scorso 15 aprile. L’uomo, Luigi Gentile di 61 anni, avrebbe prima tentato di strangolarla per poi spingerla dal balcone dell’appartamento in cui la 54enne viveva, al quinto piano di una palazzina di via Vittorio Veneto. Il 61enne si è poi tolto la vita lanciandosi a sua volta nel vuoto dallo stesso terrazzino. Per i funerali della donna il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha proclamato il lutto cittadino.

«Mauro ed Elia, a voi va l’abbraccio di tutta la chiesa, dei sacerdoti, del vescovo e di tutta questa città che veramente con grande affetto si stringe al vostro dolore», ha detto nell’omelia don Michele Barbaro, parroco della chiesa della Misericordia a Bisceglie, nel corso della messa esequiale. "Possa Patrizia riposare in pace e benedire i suoi figli dal cielo», ha continuato il sacerdote, che ha chiesto a Dio di restare «con noi in questo momento in cui è sera nei nostri cuori, nella nostra vita» a causa di «eventi che non comprendiamo e che ci spiazzano, che costituiscono una battuta di arresto e che ci fanno pensare che non abbiamo le forze per riprendere il cammino». «Abbiamo bisogno di ritornare a Dio, attraverso un processo di profonda conversione che ci aiuti a ritrovare con tutte le nostre povertà, con i nostri limiti, le nostre paure, le nostre tristezze ma anche con i nostri desideri, progetti, con tutto ciò che ci rende unici e che ci permette di aprirci all’altro con amore, ma un amore - ha concluso don Barbaro - che dona la vita, non la toglie, un amore che rende l’altro autentico nel suo essere immagine e somiglianza di Dio».

All’uscita del feretro dalla chiesa sono stati fatti volare palloncini rossi a forma di cuore

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