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Uniba, inaugurazione anno accademico, rettore «preoccupato per autonomia»

Alla cerimonia ha partecipato anche Francesco Boccia, Ministro degli Affari Regionali

«Non ho bisogno di ricordarle quanto i finanziamenti per la ricerca e l’istruzione pubblica abbiano intrapreso un viaggio verso alcune zone del Paese che ci escludono dal giocare la partita alla pari. La questione, ancora sospesa, della autonomia differenziata la stiamo monitorando con attenzione e molta preoccupazione». È un passaggio dell’intervento fatto dal rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico rivolgendosi al ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, che ha partecipato alla cerimonia.

«Anche per tale ragione abbiamo pensato e progettato un osservatorio che possa approfondire un tema delicatissimo. L'università di Bari - ha detto Bronzini - vuole essere artefice di proposte perché siamo preoccupati, molto preoccupati. Lo siamo noi e lo sono le aziende che lavorano nel territorio. Non siamo soli. Questo non consola, ma aiuta a individuare soluzioni. Non si vive bene l’oggi nell’incertezza del domani. Lo smarrimento è evidente e gli esiti sono quanto mai visibili: c'è ancora un numero troppo alto di abbandoni e di studenti che migrano». «È necessaria una seria riflessione - ha concluso - che deve coinvolgere tutte le istituzioni e tutte le forze produttive. Anche in questo caso non siamo soli nell’affermare che nel meridione si 'fatica' mentre nelle altre parti del Paese si 'lavora'».

«Organizzeremo a Bari un incontro di valutazione nel decimo anno della legge 240. Siamo abituati ad essere valutati ed è giunto il momento di essere noi i valutatori. Le leggi si applicano ma si possono valutare gli effetti: quella legge è molto discutibile avendo occupato l'università senza preoccuparsi dell’università. Una legge che ha legalizzato e favorito l’incremento del precariato non può essere considerata una buona legge». Lo ha detto il rettore dell’Università di Bari, Stefani Bronzini, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, parlando del decennale della riforma Gelmini sull'università.
Bronzini ha anche evidenziato la questione degli indicatori ministeriali in basi ai quali «il decremento delle entrate fiscali è un segno di criticità», ritenendo che «al danno si è aggiunta la beffa». Ha infatti spiegato che «abbiamo abbassato le tasse per favorire l’ampliamento degli accessi all’istruzione universitaria ben sapendo quanto in Italia il numero dei laureati sia ancora troppo esiguo rispetto gli altri paesi europei. Il nostro bilancio è stato conseguentemente penalizzato di circa due milioni». «È irragionevole - ha concluso - penalizzare coloro che cercano di estendere ad un numero maggiore di cittadini l’accesso alla formazione universitaria».

BOCCIA: BISOGNA INVESTIRE SU GIOVANI RICERCATORI - «In manovra per l’Università e la ricerca ci sono risorse importanti. Quanto arriverà alle università del Mezzogiorno dipenderà dalle regole che ci stiamo dando e ovviamente per avere più risorse bisogna fare più investimenti soprattutto in un certo tipo di ricerca e bisogna investire sui giovani ricercatori». Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che oggi partecipa alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro'.

«Per me questo è un momento particolarmente importante - ha detto Boccia - perché io qui ho studiato e, come tanti della mia generazione, tutto quello che abbiamo fatto non solo in Puglia, ma anche andandocene e tornando, lo abbiamo fatto grazie all’Università degli Studi Aldo Moro. Dobbiamo essere solo orgogliosi di questa università, rafforzarla e anche continuare sulla strada tracciata. Dobbiamo aprirci agli studenti che arrivano da tutte le parti del mondo, perché c'è arricchimento quando c'è integrazione, quando inevitabilmente si mescolano le idee e solo i giovani sono in grado di cambiare fino in fondo l'organizzazione quotidiana della società, quindi bisogna sempre più rafforzare loro e accompagnarli fino alla fine del percorso di studi. C'è un progetto molto importante del Pd che accompagna i bambini dall’asilo alla laurea e deve sostenerlo tutto il Governo».

Rispondendo alla domanda dei cronisti sul numero chiuso alla facoltà di Medicina che spesso porta gli studenti a studiare all’estero, il ministro ha detto che «è una riflessione aperta, servono molte più risorse, più soldi per i centri di eccellenza e qui ce ne sono tanti. Bisogna tenere qui i ricercatori. Non è facile, ma lo Stato sta scoprendo che investire nel Mezzogiorno è conveniente per tutti e continueremo a farlo».

EMILIANO: DA REGIONE PUGLIA 135 MILIONI AD ATENEI - «La Regione Puglia è il principale socio delle università di Bari, Foggia e Lecce. Noi sosteniamo il diritto allo studio dei ragazzi pugliesi con 135 milioni di euro che sono quasi il 15% del bilancio ordinario, una somma enorme». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro'.
«Abbiamo consentito agli studenti pugliesi - ha spiegato Emiliano - di avere il totale finanziamento delle borse di studio, cosa che non era mai accaduta nella storia della Regione Puglia e, soprattutto, abbiamo finanziato la ricerca delle università pugliesi con 30 milioni di euro, ma non basta. L’anno scorso le facoltà di medicina di Bari e di Foggia avevano perso molte scuole di specializzazione per mancanza di iscritti e di fondi, abbiamo finanziato le scuole di specializzazione con altri 45 milioni di euro, è una somma enorme sempre del bilancio ordinario. Negli Stati Uniti di solito i finanziatori sono gruppi privati o miliardari, qui non ne abbiamo di privati che finanziano l’Università. C'è la Regione Puglia che è al fianco di questo grande patrimonio della formazione»

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