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Nel diabete, «l'occhio vuole la sua parte»

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Una parte, purtroppo, tanto importante e temibile quanto misconosciuta. Complicanze frequenti, peraltro prevenibili, sono la maculopatia e la retinopatia nei riguardi delle quali cresce l'allarme cecità. In tutto il mondo, Italia compresa, l'incidenza del diabete è in forte crescita. I diabetici oggi sono 443 milioni e, fra sette anni, si stima, essi saranno 700 milioni. Metà circa dei casi, già presenti ma asintomatici, non sono ancora diagnosticati in pazienti ignari – così come la statistica - della propria condizione mentre la malattia procede inesorabile. In Italia, i diabetici sono, oggi, 3, 2 milioni , cioè 5,5% della popolazione; 20,3%, però, tra gli over 75 anni.

Una crescita esponenziale che preoccupa. L’OMS prospetta una “pandemia diabetica” prossima ventura. Con l'aumento del diabete crescono notevolmente anche i casi di retinopatia diabetica, la prima causa di ipovisione e cecità nei Paesi industrializzati e una delle principali e più gravi complicanze del diabete. Programmi di screening e trattamenti precoci – dice il prof. Francesco Bandello (pugliese, direttore oftalmologia università ospedale S. Raffaele, Milano) - per la retinopatia diabetica possono incidere notevolmente sulla qualità della vita dei pazienti e sulla sostenibilità dei costi del SSN. Il diabete – dice il prof. Antonio Secchi (clinico medico univ. San Raffaele, Milano) incide per 9% sul bilancio del SSN ed ogni caso costa 2.500-4.000 euro l’anno. Di fronte a questa realtà – dice il dr Lucio Buratto, direttore scientifico Centro ambrosiano oftalmico, Milano – il nostro Centro e l’Ospedale San Raffaele 2 hanno commissionato, ad Astra Ricerche, una grande indagine nazionale sulla conoscenza degli italiani delle complicanze del diabete.

Per il 54 % degli interpellati, il diabete è patologia quasi semisconosciuta, con punte oltre il 20 per cento di interpellati che ammettono una totale ignoranza e, perfino tra coloro che affermano di essere diabetici, un 19% confessa di sapere poco o nulla della malattia. L’indagine demoscopica precede la campagna del Mese della Prevenzione della Retino e Maculopatia Diabetiche che verrà realizzata con il patrocinio del Ministero della Salute a febbraio 2019 su tutto il territorio nazionale, Puglia compresa, e che vedrà coinvolti i centri oculistici di eccellenza e specialisti a disposizione per visite e diagnosi gratuite. La campagna di prevenzione utilizzerà un nuovo strumento di indagine che si basa sull’intelligenza artificiale (AI). Esso non necessita di un medico specializzato per interpretare i risultati. Il software, chiamato IDx-DR, grazie a un algoritmo, è in grado di rilevare una forma di malattia oculare visionando semplicemente le foto della retina scattate con una speciale macchina fotografica, che sono poi su un computer.

L'algoritmo del software IDx-DR valuta se l'immagine caricata ha una qualità sufficiente per ottenere un risultato e poi analizza le immagini per determinare se il paziente ha o non ha la retinopatia. In questo modo - dice Buratto - si ottiene uno degli obiettivi fondamentali nella prevenzione con una diagnostica più precoce, più facile e accessibile. Questa tecnica verrà utilizzata nella campagna programmata per il mese di febbraio prossimo dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO). Il diabetico – dice il nostro illustre conterraneo, Bandello – dovrebbe fruire di uno screening che consenta ad ognuno visita oculistica periodica per 3 prevenire e/o bloccare sul nascere le relative complicanze. Ne risulterebbe un vantaggio per ogni paziente e risparmi marcati per il SSN. Inoltre l’educazione a stili di vita corretti ad iniziare dalla scuola elementare, la facilitazione dell’attività fisica abituale, la viglilanza su mense ed alimenti.

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