Sabato 28 Maggio 2022 | 03:55

In Puglia e Basilicata

ROMA, SUD

Il fascino di una città in cui puoi nasconderti

Nicola Lagioia e la «Gazzetta»: «Raccontare il Sud, laboratorio di pensieri»

Nicola Lagioia racconta, da pugliese, il suo arrivo nella capitale. Le classi sociali, il mare immaginato. E il raffronto con Bari

20 Aprile 2022

Liborio Conca

Roma, Sud

Liborio Conca

La Puglia è uno stato d'animo. La si ritrova ovunque anche nella Capitale: ed ecco che tra ulivi sempiterni e luoghi del cuore si possono scovare angoli pugliesi anche a Roma.

«Quando sono arrivato a Roma da Bari era l’estate del 1998, e in città non conoscevo nessuno. Avevo trovato lavoro in una casa editrice, ma anticipai la partenza un mese, convinto che in quelle prime settimane avrei trascorso un periodo di solitudine. Non fu così: presto scoprii l’incredibile propensione alla socialità che questa città aveva».

Per Nicola Lagioia la definizione di intellettuale italiano contemporaneo calza a pennello. Scrittore, vincitore del Premio Strega nel 2015 con La ferocia, si appresta a inaugurare – il prossimo 19 maggio – la nuova edizione del Salone del libro di Torino, di cui è direttore dal 2017. Il suo ultimo libro, La città dei vivi, da cui è stato tratto anche un bellissimo podcast, racconta l’atrocità assurda del delitto Varani ma ha tra i protagonisti indiscussi proprio la città di Roma. Ho voluto chiedere a Nicola, pugliese nell’animo, come intende la metropoli, cosa la caratterizza, cosa la avvicina e la allontana dal meridione.

«Di certo la socialità che subito incontrai a Roma è un tratto che la rende una città del Sud. Dopo pochi giorni mi era persino difficile rimanere solo: conobbi gente, persone che anche solo per una notte ti raccontavano la loro storia – e a cui io raccontavo la mia – per poi sparire e rivedere magari dopo mesi di distanza. Un elemento istantaneo, forse facilitato dalla possibilità che questa città offre di nascondersi, addirittura inabissarsi al suo interno. A Bari, da dove venivo, o a Capurso, la città d’origine dei miei, l’etichetta “a chi appartieni”, “da dove vieni”, ti rende identificabile, collocandoti nella geografia mentale del paese. A Roma, se lo desideri, puoi mimetizzarti, nasconderti, consapevole che dopo due giorni nessuno si filerebbe più neanche Mick Jagger o Lady Gaga… resta pur sempre la città del marziano di Ennio Flaiano. E poi c’è questo elemento notturno che mi affascina molto: la notte romana in cui esci e non sai cosa possa succedere, una corrente che potenzialmente può portarti ovunque, nella periferia più estrema o in un palazzo nobiliare, all’interno di un marasma dove le classi sociali si mescolano continuamente tra di loro. In questo, Roma non è una città a compartimenti stagni, con rigidi confini di classe».

Flaiano, Gadda, Fellini, Pasolini: tutti intellettuali arrivati a Roma da fuori, spesso dalla provincia, per catturarne l’essenza. Dice Nicola Lagioia: «Una battuta di Mastroianni nella Dolce vita, forse non la più famosa, dice “Mi piace Roma, è come una giungla tiepida in cui ci si può nascondere bene”. D’altro canto, ti può sorprendere la brutalità cinica che può affiorare anche dietro il bancone di un bar; un elemento, anche questo, che in realtà è un’altra sfumatura della propensione alla socialità dei suoi abitanti: i modi sbrigativi e spicci sono parte di una messinscena, non vanno presi troppo sul serio. Da prendere sul serio, invece, è la bellezza straordinaria di Roma; tutte le città italiane sono belle, ma a Roma c’è una concentrazione d’arte e di meraviglia davvero incredibile». Infine, chiedo a Nicola del mare e della narrativa che avvolge le due città.

«Roma è una città di mare mancata. Ostia è un suo municipio, ma non è percepita come parte organica della metropoli: avrebbe potuto esserlo se i quartieri nati a Nord o Est si fossero spostati di qualche chilometro a Sud, in un movimento da placca tettonica, rendendo il passaggio verso il mare interno al tessuto cittadino. Roma è un luogo in cui si immagina che ci sia il mare. Bari, invece, è certamente una città di mare: ha uno dei lungomari più estesi d’Italia. Eppure ne ha un accesso limitato, se pensiamo a Rimini o Pescara, più adagiate sulle spiagge. In fondo, pur essendo romanica e solare, Bari è un luogo notturno e misterioso, con un cuore gotico meridionale; ed è una città tutta da raccontare, essendo ancora giovane. Soprattutto se la paragoniamo alla mitologia millenaria di Roma».

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