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Venerdì 24 Novembre 2017 | 04:34

l'intimidazione

Tre colpi di pistola a Leporano
contro l'abitazione del sindaco

Al vaglio dei carabinieri le immagini della videosorveglianza

Tre colpi di pistola a Leporano  contro l'abitazione del sindaco

di Mimmo Mazza

TARANTO - Tre colpi di pistola. Probabilmente di piccolo calibro o esplosi con un’arma ad aria compressa. Tre colpi di pistola scoperti ieri pomeriggio per caso e forse risalenti chissà a quanto tempo fa, considerato che nessuno - né i destinatari, né i vicini - ha sentito il rumore degli spari o ricorda di averlo fatto di recente. Tre colpi di pistola che fanno ulteriormente salire la tensione a Leporano dove questa volta a finire nel mirino della mala è stato addirittura il sindaco Angelo D’Abramo, dall’aprile del 2015 alla guida del paese di 8mila abitanti a una ventina di chilometri da Taranto.

È stato un familiare di D’Abramo ad accorgersi ieri pomeriggio che c’era qualcosa che non andava sul cancelletto rosso dell’abitazione del primo cittadino che si affaccia su via Salvo D’Acquisto, proprio di fronte all’ufficio postale. D’Abramo è sceso così in strada ed ha visto sul cancelletto carrabile tre fori, o meglio tre nitide impronte simili alle ogive. Ha così chiamato i Carabinieri della locale stazione che, guidati dal comandante Mario Tomasi, si sono recati sul posto per un sopralluogo, allertando intanto i militari della Compagnia di Taranto.

Fatti i rilievi del caso e sentiti i vicini di casa, i Carabinieri hanno iniziato le indagini per risalire all’arma che ha danneggiato il cancelletto dell’abitazione della famiglia del sindaco e individuare il periodo temporale nel quale quel danneggiamento è avvenuto. Il sindaco ha detto di non essersi accorto prima di quelle tre impronte, o almeno di non averci caso a differenza del suo familiare che ieri pomeriggio ha fatto la scoperta.

La collocazione temporale del fatto riveste una importanza non secondaria se si considera che lo scorso 17 gennaio qualcuno ha incendiato l’auto del vicesindaco Iolanda Lotta, una Fiat Panda che era stata parcheggiata nella centralissima via Roma e che fu completamente distrutta dalle fiamme. La stessa Lotta, peraltro, aveva già subito una intimidazione nel giugno del 2016, sempre ai danni della sua auto. C’è un legame tra gli attentati alla Lotta e l’intimidazione al sindaco D’Abramo? Saranno le indagini a stabilirlo nei prossimi giorni, magari anche grazie al meticoloso esame delle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza attivo in quella zona del paese.

L’avvento di D’Abramo alla guida del Comune di Leporano fu segnato sia dal primo gesto intimidatorio nei confronti del vicesindaco Lotta che, nella seconda metà del 2015, da una serie di attentati incendiari contro l’azienda che si occupava del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Una serie di attentati a cui la giunta rispose con una marcia delle legalità che si svolse il 18 ottobre del 2015 e il cui spirito, evidentemente, è ancora valido considerato quanto è avvenuto in questo primo scorcio del 2017.

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