PIERO MIOLLA
PISTICCI - Come mai, a distanza di un mese e quattro giorni dal prelievo a sorpresa effettuato dal Comune di Pisticci sul canale di scolo degli impianti di Tecnoparco (era il 24 aprile), non sono stati ancora resi noti i relativi risultati? Il laboratorio privato cui Palazzo Giannantonio si è rivolto non li ha ancora consegnati? O, invece, i risultati sono stati trasmessi ma c’è qualcosa che non va?
A Pisticci e dintorni iniziano a chiederselo in tanti, tra cittadini e associazioni. In tutti gli altri casi, il tempo di attesa per la pubblicazione era stato di gran lunga inferiore e, tra l’altro, i risultati erano sempre stati negativi, cioè non avevano riscontrato superamenti di soglia per le matrici analizzate. Adesso, quindi, cosa è cambiato rispetto al passato? È solo un caso oppure, come si vocifera, da quel prelievo sarebbe emerso qualche sfasamento? Se è così, al momento non si sa per quali parametri. Certo è che il comportamento assunto in questo caso dal Comune è parso subito diverso rispetto alle precedenti occasioni e, anche per questo, qualche interrogativo più di qualcuno se lo è posto.
Le dichiarazioni dell’assessore De Angelis, riportate a parte, confermano che qualcosa non torna, tanto che Palazzo Giannantonio avrebbe già trasmesso i dati alle autorità competenti. Se così fosse, dunque, tornerebbe nuovamente d’attualità il tema Tecnoparco in Valbasento.
La società, come è noto, ha in questo momento storico quale sua attività principale quella del trattamento e dello smaltimento dei reflui industriali e anche petroliferi. Attività autorizzata dalla Regione e, quindi, assolutamente legale. Al di là delle “carte”, però, a Pisticci vogliono soprattutto capire cosa stia accadendo. C’è qualche problema? Se sì, di che tipo? I cittadini devono essere informati: ne hanno diritto, così come le istituzioni hanno un corrispondente dovere di rendere pubblico il risultato. Ripetiamo: al momento si tratta solo di voci, peraltro in qualche modo confermate da De Angelis, anche se non dettagliate. Pertanto, ribadito e precisato che parliamo di mere voci (in merito alle quali, appunto, sarebbe opportuno far chiarezza) e che in alcun modo si vuole criminalizzare o diffamare l’operato di nessuno (sia della società Tecnoparco che del Comune), a questo punto si attendono riscontri e conferme. O, meglio, smentite. Perché, se arrivassero smentite sicuramente la comunità sarebbe più sollevata.
















