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Giovedì 14 Dicembre 2017 | 05:16

Caccia, approvata la nuova legge
Accesso ristretto da fuori Puglia

la riunione del consiglio Xxx

Caccia, approvata la nuova legge Accesso ristretto da fuori Puglia

BARI - Il Consiglio regionale porta a casa la nuova legge sulla caccia, che arriva a vent’anni dalla precedente normativa e non senza polemiche molto aspre anche all’interno della stessa maggioranza. Adeguamenti alla normativa nazionale e comunitaria, commissariamento degli Ambiti territoriali caccia (che oggi coincidono con il territorio delle Province) e disciplina dei cosiddetti «forestieri» sono i punti sensibili del testo proposto da Donato Pentassuglia (Pd) e Giandiego Gatta (Fi), recepito dall’assessore Leo Di Gioia e approvato ieri con l’astensione dei soli Cinque Stelle che pure hanno visto l’accoglimento di numerosi emendamenti.

Non ci sarà - spiegano i tecnici - una liberalizzazione della caccia sul territorio pugliese, anche perché il periodo di apertura resta confinato dal 1° settembre al 31 gennaio e potrà essere spinto eccezionalmente fino al 10 febbraio solo per determinate specie. Restano stringenti i divieti per le specie protette, così come le modalità per la caccia al cinghiale. Diventa più difficile diventare guardie volontarie (sarà necessario superare un corso di formazione), mentre la vigilanza verrà affidata di norma al personale regionale.

È centrale il punto degli Ambiti territoriali della caccia, una sorta di «circoli» cui il cacciatore si iscrive versando la relativa tassa. Quelli esistenti, come detto, verranno commissariati per poi procedere a una riforma delle perimetrazioni: così come stabilisce la legge nazionale bisognerà infatti stabilire dei confini più stretti rispetto a quelli attuali. Ciascun Ambito avrà una sua «capienza», determinata sulla base dei parametri ministeriali, in base alla quale potrà essere disposta l’ammissione di cacciatori provenienti da altri Ambiti o anche da fuori regione (questi ultimi per non oltre 15 giornate): pagheranno fino a sei volte in più rispetto ai residenti. La tassa per l’abilitazione venatoria passa a 50 euro. Entro i prossimi due mesi dovrà essere emanato il nuovo regolamento per la perimetrazione degli Atc.

Rivisto anche il funzionamento del Comitato tecnico regionale faunistico-venatorio, in cui siedono anche tre consiglieri regionali, che ha competenze consultive importanti sulla regolazione dell’attività. Per evitare la prevalenza del voto dei cacciatori (che erano maggioranza) su quello delle associazioni ambientaliste, i voti sono stati normalizzati per categoria (ma i Consiglieri regionali mantengono un voto a testa). La partecipazione al comitato prevede un gettone di presenza da 60 euro, ma è incompatibile con la presenza nei comitati di gestione degli Atc.

«Siamo soddisfatti - dice l’assessore Di Gioia - sopratutto per una modalità di lavoro svolto nella piena condivisione. Adesso dobbiamo procedere all’approvazione del nuovo piano faunistico venatorio regionale, alla riorganizzazione dei comitati di gestione degli Atc e alla valorizzazione delle funzioni degli osservatori faunistici». Sulla stessa linea anche Gatta («Abbiamo evitato di dare a questa legge una connotazione ideologica, fugando i tentativi di criminalizzare i cacciatori») e Giuseppe Turco: «La Puglia - ha detto - si conferma tra le migliori regioni nella produzione di norme certe e chiare in un settore spesso complesso».

Ieri il Consiglio ha poi approvato, all’unanimità, la legge proposta da Grazia Di Bari (M5S), Nino Marmo (Fi) e Sabino Zinni (Emiliano Sindaco) sulla Clownterapia. Si tratta dell’attività esercitata negli ospedali e nelle case di cura: ci saranno appositi percorsi di formazione del personale che saranno aperti anche a chi non ha formazione medica. La prossima seduta (una monotematica) è fissata per il 9 gennaio, mentre quella ordinaria dovrebbe svolgersi il 12 dicembre a meno che entro lunedì la giunta non depositi la legge di bilancio che fa aprire la sessione di fine anno bloccando ogni altra attività. [red.reg.]

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